Giorno: 28 Aprile 2021

Astrology

Joséphine de Beauharnais Imperatrice delle Rose e il ruolo di Venere

William Lilly, astrologo rinascimentale, conferma l’associazione della Rosa al pianeta Venere. L’astro è a tutti gli effetti un significatore naturale del genere Rosa, pianta diffusa specialmente nelle zone temperate dell’emisfero boreale. L’uso delle rose si perde nella storia dell’uomo, per esempio l’archeologo Flinders Petrie durante alcuni scavi nell’Alto Egitto, riportò alla luce ghirlande di rose fossilizzate, usate probabilmente come corone funebri nel II secolo d.C., mentre il greco Teofrasto, 300 a.C., è stato il primo a proporre una prima catalogazione delle rose conosciute in occidente. Alla caduta dell’Impero Romano coincise la caduta della coltivazione delle rose, che si limitò solo ai giardini di corte o per essere apprezzate in contesti della nobiltà. In età medievale e rinascimentale sono specialmente i Monasteri a coltivare le rose, fiore particolarmente apprezzato e consacrato alla Madre di Dio.

Chi è Venere?

Per cominciare VENERE ha una natura temperata, dove prevale umidità ma anche freddo. Tuttavia il freddo non è affatto prevalente, e si rintraccia anche una quantità moderata di calore (cosi riporta anche Albiruni). L’astro appartiene alla setta notturna dei benefici, trasmette un temperamento favorevole alla proliferazione della vita. L’Astro è considerato apportatore di bellezza, di gioiosità, significatore dei profumi e degli aromi, della raffinatezza, ma anche del piacere del coito, si associa a tutto ciò che ai nostri occhi palesa bellezza oggettiva, che è gaudio e libidine per gli occhi, ma anche per il naso, è dunque naturale l’associazione della Rosa a Venere. È il fiore con il più variegato spettro di odore, e dai suoi petali si ricavano unguenti, preparati, distillati, finalizzati alla cura e alla bellezza del corpo. VENERE, poiché astro appartenente alla setta notturna, si accompagna a Marte anch’esso appartenente alla stessa fazione. Se Venere è il Fiore e la pianta in sé, quindi apparato floreale e strutture fogliari e affini, Marte è la spina. Le spine della rosa sono della natura di Marte, visto che l’astro è significatore di tutto ciò che taglia o punge, producendo una ferita sanguinante. Nella Pianta di Rosa incontriamo quindi sia Venere ma anche Marte, in una relazione proficua e utile, amorevole e passionale. Le spine proteggono le rose e la rosa manifesta la sua bellezza nell’osservatore, causando delizia, amore, incanto, meraviglia.

RUOLO DI VENERE IN JOSEPHINE

Joséphine de Beauharnais è stata la prima moglie dell’imperatore Napoleone I dal 1796 al 1809. Non ci interessano tuttavia le vicende d’amore con il consorte, piuttosto la sua nota dedizione per le piante, specialmente per le Rose. Si dice che fosse veramente ossessionata dalle Rose, amava circondarsene. Dopotutto la bellezza di Joséphine è proprio quella di un fiore di rosa, e anche nella vita assumeva atteggiamenti venusiani tenendo molto cura di sé stessa, del suo corpo, dei suoi abiti, amava truccarsi e mostrarsi sempre perfetta, i suoi principali interessi erano la moda e la botanica, due argomenti legati ai significati di Venere. Ciò che mi aspettavo di trovare è coinciso con la realtà dei fatti! Mi aspettavo di rintracciare una dignità importante di Venere nella nascita dell’imperatrice e in alcune sue faccende note a livello storico. E tale coincidenza non è stata delusa! Joséphine è nata il 23 giugno 1763, la data è certa, ciò che non conosciamo con certezza è l’orario. Nel momento della sua nascita Venere transitava in Toro e si preparava ad entrare in Gemelli. L’orario più accreditato è tra le ore 3:30 del mattino e le 4:00 del mattino, ovvero in un arco temporale dove Venere va a posizionarsi intorno al grado 29 del Toro, applicandosi a Giove in una congiunzione. Tuttavia l’incertezza dell’orario mi fa propendere nell’osservare anche la sizigia precedente il giorno di nascita, ovvero il Novilunio dell’11 Giugno 1763 di cui propongo il grafico che segue.

 

Ciò che balza immediatamente ai miei occhi è la posizione di Venere che nel segno del suo domicilio preferito, il Toro, va a congiungersi alla cuspide della casa dieci acquisendo una forte dignità accidentale. L’imperatrice nasce con un novilunio precedente dove Venere è molto forte. Il signore di questo novilunio è Mercurio che comunica con Venere. Mettendo in relazione sizigia precedente la nascita e la data di nascita dell’Imperatrice, notiamo come Venere nella sua dignità abbia in qualche modo dato una sua impronta temperamentale a questa donna, che – come indicato precedentemente – aveva come passioni prevalenti proprio quelle della botanica e della moda. L’amore per le rose evidenzia ancora una volta il ruolo di Venere; ma per chi ancora non fosse così convinto della sua influenza nell’Imperatrice, osserviamo una data importante per Joséphine. Il 21 aprile 1799 acquista la Malmaison, un piccolo castello circondato da terre e boschi, che volle acquistare per realizzarvi un roseto. Subito dopo l’acquisto dispose infatti l’immediata installazione e preparazione di un roseto. La sizigia precedente al 21 aprile 1799 è il Plenilunio del 19 aprile 1799, alle ore 23:47 presso il luogo del Castello, Rueil-Malmaison. Anche in questo caso sono rimasto sbalordito dalla puntualità della disposizione degli astri. Vediamo il grafico e osserviamo con attenzione Venere.

 

C’è veramente poco da dire. Venere è nel suo domicilio, in Toro, su per giù nello stesso grado della Venere in Toro della sua nascita. La Luna è piena nel grado 29 della Bilancia, signore del Plenilunio è Venere, che va ad orientarsi in V casa, luogo ove gioisce, congiunta al benefico Giove, in un tema notturno, nella sua fazione. La potenza di questa Venere si esprimerà nel Castello acquistato, nelle scelte dell’Imperatrice che trasforma la dimora in una serra a cielo aperto, dando particolare rilievo al roseto, dove saranno coltivate – anche sotto la sua cura e premura – dei meravigliosi roseti, che celebrano a pieno titolo una corrispondenza celeste inopinabile! All’Imperatrice è dedicata la rosa “Souvenir de La Malmaison” (immagine seguente) che ne celebra il ricordo, nel suo amore profondo per le creature della terra e per la sua particolare devozione nei confronti delle rose.

Astrology

Demetra George: il passaggio da Modello Contemporaneo a Modello Tradizionale in Astrologia

Devo dire che da quando negli ultimi anni ho deciso di avvicinarmi in modo più critico e più serio alla Tradizione Astrologica, ciò che ieri mi appariva “irraggiungibile” o profondamente obsoleto e scaduto, appare in questo istante come Fondamentale e imprescindibile, a tal punto che comincia ad apparirmi il simbolo, la psicologia del profondo, la mitologia, associate all’astrologia, contenuti o concetti si interessanti ma praticamente non così indispensabili! Questo perché nella tradizione astrologica c’è tutto ciò che serve, ed è conservata una sapienza e una conoscenza intanto astronomica che tuttavia poi è amplificata da una lettura del fenomeno celeste in relazione ai fenomeni vitali dell’uomo e degli ambienti in cui esso vive.

Nell’astrologia naturale, il fenomeno celeste è strettamente legato all’Uomo, al suo micro e macrocosmo, e alla relazione del Sistema Umano con l’ambiente e l’ecosistema che lo circonda, quindi anche relazione tra Persona e stagioni, clima, temperature. Nell’approccio moderno, invece, l’astrologia è interiorizzata esclusivamente nel mondo immaginale dell’uomo, è dunque un modello che cerca di comprendere esclusivamente il mondo psicologico e immaginale, una sorta di metodo interpretativo delle immagini archetipiche del collettivo, affrontate in chiave individuale. Quale metodo è migliore onestamente non mi interessa stabilirlo, perché ogni astrologo si avvicinerà al metodo che riterrà più opportuno per sé stesso, non per una eventuale “verità assoluta” che in Astrologia non è certamente dimostrabile o applicabile, quindi qualsiasi metodo tu userai, purché basato su criteri logici e principi fondamentali, sarà giusto e corretto se esso corrisponderà alla tua natura temperamentale, cognitiva, immaginale.

La mia esperienza però può certamente in questo periodo della mia vita portarmi a fare dei paragoni e dei confronti circa il metodo astrologico moderno, da me utilizzato per tantissimi anni, e il metodo più tradizionale, che sto usando da qualche anno. Intanto specificatamente per quanto riguarda la natività l’approccio interpretativo è veramente abissale, senza paragoni. La natività negli approcci moderni-contemporanei è letta in modo simbolico, le posizioni degli astri sono visti attraverso i simboli, i miti, le allegorie, e non intendono tradurre un “destino” o una predisposizione, piuttosto veicolano esperienze, contenuti, mood, all’interno dei quali l’individuo affronta sé stesso, le sue sfide, in positivo come in negativo.

La natività negli approcci naturali, invece, è letta partendo dai temperamenti, dai caratteri, dagli umori, dai valori insomma delle stagioni. Non è un approccio antico e scaduto, perché ancora oggi esistono alcune branche delle scienze moderne che considerano lo studio delle temperature e delle stagioni in relazione alle scelte sociali e culturali dei popoli, per esempio vedi l’antropologia. Mi chiedo come mai esiste una astrologia psicologica e ancora oggi nessuno si sia inventato l’astrologia ANTROPOLOGICA, che secondo me rispetterebbe quanto meno criteri più “ambientali” ed ecosistemici. Infatti nell’astrologia naturale il fenomeno astrologico è semplicemente rapportato allo studio delle dinamiche celesti, che tradurranno una serie di spettri luminosi composti da temperature, caratteri, umori. A livello personale e individuale, l’essere umano ha una esperienza diretta con il fenomeno celeste, per esempio attraverso le stagioni che sono tali per una ragione terrestre e celeste. Le stagioni indicano in modo inequivocabile e inopinabile il “prodotto finale” di un fenomeno celeste, relazionato ad una realtà terrestre, che esprime caratteri specifici che poi hanno un impatto sul nostro sistema vivente, biologico, cognitivo, di scelte personali e collettive.

Senza entrare nello specifico, l’astrologia moderna mette al centro la psiche dell’uomo e vede nella psiche individuale e collettiva il fulcro di ogni scelta o di ogni fenomeno. L’astrologia naturale (che alcuni chiamano tradizionale o classica) mette al centro il fenomeno naturale, ambientale, stagionale, temperamentale, attraverso il metodo astrologico quindi la natura che è in alto e che è in basso trova una sua collocazione, e relazionata alla realtà umana susciterà una serie di complessioni temperamentali e umorali nel vissuto individuale e collettivo. La differenza è notevole perché nel primo caso la natura e l’ecosistema sono messi in disparte, valorizzando esclusivamente l’io-psichico, come se la Natura fosse stata dimenticata, come se fossimo ciò che siamo solo per una nostra “autorità”, quando invece l’intera dottrina dell’uomo ci insegna che siamo ciò che siamo anche in funzione al clima, alle stagioni, alle temperature, al grado di caldo e freddo, di umidità e secco, che abbiamo intorno. Questo non è certo un argomento scaduto o antico, ancora oggi è contestualizzato e studiato dalla sociologia e l’antropologia che hanno dimostrato in modo inequivocabile come il clima, e gli spettri delle temperature e della luce climatica, hanno avuto da sempre influenza nelle scelte individuali, politiche, culturali dei vari popoli del mondo.

Passare dal metodo moderno a quello naturale, non è così facile ma non è nemmeno impossibile. E sicuramente passare da un sistema all’altro non significa escludere uno a favore dell’altro, ma significa collocare certe cose nel loro giusto ordine. Demetra George nel suo libro “Astrology in Theory and Practice: a manual of traditional techniques” al capitolo due, spiega il passaggio che si deve compiere per chi ha un background nell’astrologia moderna. Ovviamente tutti, o quasi, sono sempre partiti dall’astrologia contemporanea perché è stata nel tempo quella più accessibile, inizialmente almeno. Forse le generazioni future partiranno direttamente dai testi dell’Astrologia naturale e della tradizione, perché oggi cominciano a circolare in modo più convincente, con traduzioni, commenti, che rendono questi manuali accessibili veramente a tutti. Demetra evidenzia come chi è abituato al modello dell’astrologia moderna, dovrà compiere un importante lavoro su stesso lavorando prima di tutto sull’accettare una visione critica del sistema nozionistico acquisito, aprendosi senza pregiudizio a definizioni diverse. All’inizio questo passaggio potrebbe in effetti risultare traumatico perché va sostanzialmente a porre sotto critica certi “dogmi”. Ma la figura dell’Astrologo deve riscattarsi dal modello dogmatico della cognizione, perché il Dogma appartiene alle fedi, e l’astrologia non è una fede, ma un modello matematico e razionale del fenomeno celeste, tradotto poi in significati antropocentrici.

In un articolo di Demetra George pubblicato presso il sito RUBEDO PRESS (un blog magazine che raccoglie approfondimenti classici e contemporanei del fenomeno umano), la celebre astrologa propone una serie di linee guida iniziali su come prepararsi alla comprensione dei principi tradizionali dell’astrologia. Demetra inizia dicendo di sospendere l’uso dell’alfabeto astrologico a dodici lettere, tipico del modello moderno dove i 12 segni sono la base fondante di questo modello, e tutto viene relazionato esclusivamente ai segni. Così l’Ariete diventa il significato retorico della casa uno e di Marte, qualsiasi astro transitante in ariete assumerà valenze marziali e caratteri legati alla casa uno. Nel Toro incontreremmo la natura di Venere e i significati retorici della casa due. E via dicendo. Questa analogia che può avere un suo fondamento, è tuttavia poco conciliante con i principi della tradizione, dove il segno fa sicuramente parte della valutazione delle cose, ma non è un principio assoluto visto che viene data più importanza prima di tutto agli Astri, alla loro natura, al colore delle loro luci, alla loro visibilità, alla loro relazione con il Sole (fasi eliache), alle loro vicissitudini rispetto la sfera locale, rispetto all’orizzonte, rispetto all’osservatore diretto.

Secondo consiglio di Demetra è di ridurre il modello astrologico a sette pianeti, composto quindi dai due luminari e dai cinque astri fondamentali. L’esclusione degli astri di Urano Nettuno e Plutone non è un pregiudizio della mente dell’Astrologo naturale, ma è basata sulla necessità di considerare nel modello naturale ciò che realmente si rende visibile all’osservatore. Per l’Astrologia naturale hanno infatti importanza i fenomeni visibili, quindi i sette astri fondamentali poiché sono visibili a occhio nudo, sono quelli essenziali e sufficienti nella lettura del fenomeno astronomico. Ne consegue che se in una immagine celeste appare una luce nel cielo, tipo una cometa, quella luce sarà importante ai fini interpretativi se la sua presenza è visibile a occhio nudo. Demetra spiega l’importanza dei sette astri visibili che vanno a costituire un modello completo e sufficiente nella trattazione poi delle natività. Essi vanno a interpretare le diverse modulazioni dei temperamenti e dei caratteri primi: caldo freddo secco e umido sono infatti i mattoncini del modello astrologico, e sono inoltre caratteri non simbolici, perché di essi abbiamo una percezione diretta, dove i sensi biologici compartecipano alla loro lettura o percezione diretta.

Viene poi dato risalto alle dignità essenziali, Demetra indica come le dignità essenziali nel modello moderno sono poco sostenute a volte totalmente dimenticante. Mentre per il modello naturale esse sono indispensabili nella lettura del fenomeno celeste. Questo può suscitare in chi ha radicato in sé il sistema moderno qualche problema, perché intanto non assume più importanza il Sole e il suo segno, ne la Luna e il suo segno, ma l’interezza dell’immagine della natività assumerà una complessa relazione tra umori, temperature, tra equilibri e discrasie, tra punti che alterano ed altri che riportano in equilibrio. Così la natività comincia ad essere vista come un miscuglio di temperature, luci visibili e non, relazioni tra caldo freddo e secco umido, in un contesto dove la mente dell’Astrologo dovrà comprendere come quello specifico sistema di caratteri, umori e temperamenti si esprimerà poi nei vissuti individuali.

C’è inoltre un suggerimento, ovvero quello di usare la domificazione a case a segno intero, perché è il sistema di domificazione più usato nella tradizione ellenistica, dove troviamo il vero corpus dottrinale dei principi astrologici sulla natività. Il modello placidiano è tuttavia ancora oggi valido e usato, ma nell’approccio più naturale la domificazione secondo la visione ellenistica doveva essere equilibrata e ogni luogo celeste doveva contenere una porzione specifica di eclittica. Devo dire che forse è questa la parte che, almeno per me, è più difficile da integrare, perché il sistema a case intere va a conferire una visione veramente diversa della natività, rispetto a quella che possiamo incontrare nel modello placidiano o regiomontano.

Nell’articolo di Demetra viene poi indicata la condizione planetaria, in questo potrei citarvi le 25 condizioni indicate da Albumasar per lo studio degli astri, condizioni che sono tratte proprio dalla tradizione ellenistica. Questa parte dell’astrologia naturale dimostra in modo chiaro quanto il modello astrologico antico sia totalmente basato sul fenomeno astronomico. È forse la parte più difficile per chi ha un solo approccio contemporaneo, perché nell’astrologia moderna la condizione di forza o debolezza di un astro secondo il suo comportamento nella sfera celeste, è totalmente sdoganato da visioni più simboliche, denucleate quindi dal fenomeno visibile.

Non meno importanti sono le stelle fisse, e tante altre variabili. Ma quelle indicate da Demetra nell’articolo in bibliografia, sono sicuramente i principi primi da considerare. Concludo dicendo che non necessariamente i modelli contemporanei devono essere rifiutati una volta che si studiano quelli naturali. Un Astrologo deve secondo me conoscere l’Astrologia a 360 gradi, nei suoi vari momenti storici, conoscere quindi l’origine, il modello originario, i principi iniziali, ma anche le visioni moderne e contemporanee. Se tutto questo background fatto di sapere fosse alla fine convogliato in un unicum, la mente dell’astrologo di oggi risulterebbe alla fine completa ed equilibrata, e saprà in autonomia attingere alle varie conoscenze in modo contestualizzato e coerente.

ARTICOLO ORIGINALE The First Five Steps in Learning Traditional Astrology BY DEMETRA GEORGE LINK