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Teorie sulla fine del mondo: dagli Astrologi agli Astronomi

Su una cosa sono d’accordo astrologi e astronomi, un giorno tutto avrà fine. Vedete, questa storia della Fine del Mondo è antichissima e sempre creduta sin dagli albori della civiltà. Ma in particolare è stata sempre ritenuta valida anche dal sistema astrologico che per questo è stato sovente bollato come un sistema catastrofista ma in realtà l’Astrologo è un malinconico per natura, perché sa come le cose finiranno. Possiamo sbagliare la data nello stabilire quando tutto avrà fine, dopotutto questa data anche oggi non è determinabile, nemmeno dalla matematica astronomica, ma sappiamo tutti che accadrà.

Non vi è dubbio che in antichità di date che hanno profetizzato la Fine del Mondo ne sono state partorite una caterva, sempre disattese visto che ci troviamo ancora oggi a parlarne. Tuttavia il principio di fondo, e il concetto di base, è corretto a rigor di logica oltre che nel rispetto dei modelli astronomici e scientifici. Prima degli scienziati di oggi, c’erano quelli di ieri e gli Astrologi considerati scienziati non hanno affatto sbagliato nel concetto della Fine del Mondo. Condividevano questa idea anche con altre categorie di pensiero, con i filosofi, i teologi, i religiosi di ogni culto. In qualsiasi cultura religiosa ci sono miti, allegorie e rievocazioni di una Fine Totale, inappellabile ma, probabilmente, non calcolabile nei tempi dell’uomo. In un certo senso la Fine del Mondo è impressa anche nel Thema Mundi per chi ha occhio nell’osservare la complessa disposizione dell’Immagine del Mondo Creato.

Partiamo con il dire che per l’Astrologo la fine del mondo poteva intendersi come distruzione totale di ciò che è stato creato e reso manifesto, la caduta del firmamento e la distruzione di ogni ordine celeste, con la conseguente fine dell’umanità. Ma poteva anche concepirsi come Fine dell’Umanità e la sua naturale estinzione. Per gli Astrologi però la Fine del Mondo significa implosione del sistema perfetto che ci viene rievocato, appunto, dal Thema Mundi. Il precipitare del Thema Mundi corrisponderà al precipitare del Firmamento e alla distruzione di questa manifestazione del creato. Lo spiega bene in questa icona Cristoforo De Predis (XV sec) dove rappresenta la fine di tutte le cose, con la morte del sole, la morte della luna e le stelle che precipitano a terra.

 

COSA DICE LA SCIENZA

Partiamo dalla scienza, che considera la Fine del Mondo una evenienza matematica. Per la scienza la fine del mondo è di due tipi. Una riguarda l’estinzione dell’umanità, una evenienza biologica, antropologica ed evolutiva che appartiene alla complesse Leggi della Selezione Naturale. L’altra, su cui mi soffermerò, riguarda le certezze astronomiche e dei modelli matematici che orientano lo scienziato verso una comprensione di cosa potrebbe causare ciò che possiamo identificare come Fine del Mondo.

Secondo la scienza le cause che determineranno tale Fato inappellabile possono essere varie. Il più plausibile statisticamente è un impatto astronomico ovvero una collisione di un grosso meteorite, asteroide, di una cometa, o di un pianeta errante, tale energia potente andrebbe a creare una fase di estinzione nei confronti delle forme di vita e una complessa alterazione dell’ecosistema del pianeta che diventerebbe improvvisamente inospitale per la vita.

Altra possibilità, che pare fantascienza ma non lo è, riguarda il collasso gravitazionale di una supergigante rossa come Betelgeuse o Antares, questo darebbe il via alla formazione di una stella di neutroni o di un buco nero. L’emissione delle radiazioni gamma e beta entrerebbero in contatto con la terra, che investita da questa energia vedrebbe come primo effetto la distruzione dell’atmosfera con la conseguente distruzione di tutti i sistemi viventi terrestri.

Altra possibilità che gli scienziati non escludono è la fuoriuscita del pianeta Mercurio dalla sua orbita, ciò potrebbe determinare un impatto con il pianeta che sarebbe catastrofico. L’inversione dei poli magnetici terrestri possono causare cambiamenti importanti negli equilibri sistemici della terra. Gli astrofisici prevedono che tra 5 miliardi di anni il Sole subirà un collasso gravitazionale, e la conseguenza sarà quella di una incapacità per la Terra di sopravvivere – semmai ci fosse ancora qualcosa di vivo – all’evento. Altra ipotesi per nulla fantascientifica ma realistica è quella prevista tra 3,5 miliardi di anni dove gli astronomi prevedono la collisione tra la Via Lattea (la nostra galassia) e quella di Andromeda. La fusione tra le due galassie non si sa bene cosa potrebbe determinare ma sicuramente creerebbe cambiamenti importanti e violenti. La scienza poi ci ricorda che le Stelle un giorno si spegneranno tutte. La nostra galassia e le stelle in essa contenute prima o poi si esauriranno, e questo creerà una caduta letterale del firmamento che non risplenderà più generando un panorama cosmico che mette i brividi, un silenzio di oscurità difficile da immaginare.

 

LA FINE DEL MONDO: LE VARIE DATE NELLA STORIA DELL’UOMO

Il fondamento della creazione e della manifestazione delle cose è retto dal Fondo Cielo del Thema Mundi dove trova la sua disposizione il segno della Bilancia. Nel comprendere la fine del mondo attraverso il Thema Mundi, dobbiamo osservare il Fondo Cielo e il suo Almuten, che è Saturno. Il pianeta rappresenta la Legge incorruttibile delle cose, e come ultimo pianeta visibile nel sistema astrologico, in un certo senso sarà l’ultimo pianeta che decreterà proprio la fine di ogni cosa, ricordandoci che tutto ciò che è stato creato sarà inevitabilmente distrutto.

Vediamo un elenco di date che alcuni astrologi, religiosi o altri personaggi di diversi scibili, hanno generato nel tempo sulla fine del mondo.

  • 992 – Secondo Bernardo di Turingia.
  • 999 – Il 31 dicembre 999 è la data della fine del mondo secondo i vangeli apocrifi (“mille anni dopo la nascita di Cristo“).
  • 1186 – Nel settembre del 1186, secondo l’astrologo Giovanni di Toledo, che aveva calcolato un allineamento dei pianeti per quel periodo.
  • 1524 – Il 20 febbraio 1524 doveva essere un anno colmo di disastri, diluvi e catastrofi culminanti nella fine del mondo, secondo gli astrologi e astronomi Johann Stàffler e Jakob Pflaumen.
  • 1532 – Secondo il vescovo viennese Frederick Nausea.
  • 1533 – Il 3 ottobre 1533 era la data calcolata dal matematico tedesco Stifelius. Sempre nel 1533 un enorme incendio avrebbe distrutto la Terra ma, secondo l’anabattista Melchiorre Hoffmann, la città di Strasburgo si sarebbe salvata.
  • 1537 – Secondo l’astrologo Pierre Turrel (che predisse la fine del mondo anche per il 1544, il 1801 e il 1814).
  • 1584 – Secondo l’astrologo Cipriano Leowitz.
  • 1588 – Secondo l’astrologo Regiomontanus (pseudonimo di Johannes Müller, un matematico, astronomo e astrologo tedesco).
  • 1648 – Secondo il rabbino Sabbati Zevi, di Smirne.
  • 1654 – Secondo il medico alsaziano Helisaeus Roeslin.
  • 1665 – Secondo il quacchero Solomon Eccles.
  • 1704 – Secondo il cardinale Nicholas de Cusa.
  • 1719 – Il 19 maggio 1719 secondo il matematico Jacques Bernoulli (NdR per i colleghi “aerospaziali”: No, non è Daniel Bernoulli, quello dell’Equazione di Bernoulli!).
  • 1732 – Secondo alcune interpretazioni degli scritti di Nostradamus.
  • 1757 – Secondo il mistico di Svezia Emanuel Swedenborg.
  • 1774 – Secondo Joanna Southcott, leader di una setta religiosa inglese.
  • 1761 – Il 5 aprile 1761, secondo il fanatico religioso William Bell.
  • 1820 – Il 14 ottobre 1820, secondo il profeta John Turner, nuovo leader della setta di Joanna Southcott (quella che aveva previsto il 1774).
  • 1836 – Secondo complessi calcoli basati sul Libro dell’Apocalisse, John Wesley (il fondatore del metodismo) giunse alla conclusione che la “data di scadenza” del mondo avrebbe dovuto essere il 18 giugno 1836.
  • 1844 – Il 22 ottobre 1844, secondo il predicatore battista William Miller, sempre basandosi sul libro del profeta Daniele.
  • 1881 – Stando ai calcoli di alcuni studiosi delle misure geometriche delle piramidi; la data dell’apocalisse fu in seguito ridefinita per il 1936 e, successivamente, per il 1953.
  • 1914 – Secondi i testimoni di Geova era questo l’anno fissato per la fine dei tempi.
  • 1918 – Dopo il 1914 la data viene fissata per il 1918 e poi…
  • 1925 – …per il 1925, ma ancora non accade nulla.
  • 1947 – Secondo John Ballou Newbrough, uno dei tanti profeti d’America.
  • 1967 – Secondo Sun Myung Moon, capo della Chiesa dell’Unificazione
  • 1975 – Secondo i Testimoni di Geova e Herbert W. Armstrong, capo della Chiesa Universale di Dio.
  • 1977 – Secondo John Wroe, successore di John Turner alla guida della setta di Joanna Southcott, che fece la sua previsione nel 1823.
  • 1980 – Secondo un antico presagio astrologico arabo. E secondo l’astrologa Jeane Dixon la fine del mondo sarebbe arrivata in seguito all’impatto di un’enorme cometa, durante gli anni ’80.
  • 1999 – Secondo alcune interpretazioni delle profezie di Nostradamus.
  • 2000 – Per molti l’anno del Millennium Bug, ossia una falla che se non prontamente sistemata avrebbe portato la tecnologia agli inizi del 1900, poteva essere la fine del mondo come noi lo conosciamo.
  • 2012 – Il 21 dicembre 2012 è la data “principe” dell’elenco. Tra i vari popoli che citano questa data il più famoso è senza dubbio il popolo Maya, che calcolò per questo giorno la fine di un’era e l’inizio di un’altra (e secondo alcuni questi passaggi di ere sono sempre accompagnati da immani catastrofi ambientali).
  • 2036 – Il 13 aprile 2036, giorno di Pasqua per l’esattezza, l’asteroide 99942 Apophis potrebbe cadere sulla Terra. La traiettoria è stata ultimamente cambiata e pare che non ci sia più questo rischio di impatto.
  • 2038 – Questa data vien fuori sia da alcune profezie di Nostradamus, sia dalla previsione di un bug nel calcolo delle date che potrebbe causare problemi in moltissimi software basati sullo standard POSIX.
  • 2060 – Secondo gli studi di Isaac Newton (NdR per i colleghi “aerospaziali”: Sì, è quell’Isaac Newton!).
  • 2240 – Il nostro 2240 corrisponde all’anno 6000 del calendario ebraico e, nella visione giudaica, dopo questo anno verrà il settimo millennio che sarà un’era di santità, tranquillità, vita spirituale e pace universale. Tale era è denominata dagli ebrei Olam Haba(“Mondo Futuro”), nella quale tutte le persone avranno una conoscenza diretta di Dio.
  • 3797 – “Data di scadenza” frutto di un’altra delle possibili interpretazioni degli scritti di Nostradamus.

 

 

A prescindere dalla disciplina o dottrina a cui ci vogliamo rivolgere, astrologica, religiosa, esoterica, scientifica, umanistica, teologica, razionale o fantascientifica, il comune denominatore di tutte queste date è l’inesplicabile determinazione della fine dei tempi, ma la sicura fine delle cose, che un giorno avrà luogo con o senza umanità. Quindi cosa fare di fronte questa inappellabile verità? Forse, vivere la nostra vita giorno per giorno, e che ogni ora del nostro istante sia sempre vissuta con intensità e totalità.

Astrology

Tema Natale: come interpretare una immagine della natività?

La lettura del tema natale, che personalmente preferisco definire immagine della natività, è un momento in cui l’Astrologo cerca di stabilire, attraverso una serie di criteri, i punti di forza e di debolezza del grafico celeste, evidenziando caratteri e sfumature strettamente astronomiche che saranno poi tradotte in concetti più umani e temperamentali. Il tema di nascita è la disposizione del cielo e degli Astri visibili nel momento in cui veniamo alla nascita. Essendo un astrologo, mi relaziono al concetto di personalità rifacendomi alle idee ippocratiche dove l’individuo è visto come un microcosmo con le stesse qualità del macrocosmo, tra i due “cosmi” vi è una interazione che si esprime e si modulano attraverso i quattro caratteri principali, i quattro elementi, i quattro temperamenti. Dal punto di vista astrologico, quindi, il Tema Natale ovvero lo studio della immagine della natività ci permette di comprendere le caratteristiche dell’aspetto individuale (puramente fisico) nonché gli aspetti dignitosi ma anche non di un individuo, nonché il ruolo che l’individuo reciterà nella vita, che rappresenterà nella sua esistenza, e quelle aspirazioni, pulsioni e nature più intrinseche e profonde ed intime.

La prima cosa da determinare in un Tema Natale è la qualità degli astri, secondo criteri astronomici ed una serie di computi che la dottrina ci mette a disposizione. Temperamento e Almuten della Genitura sono i due primi indicatori per orientare le fasi successive dell’elaborazione del grafico della natività. Propongo un esempio di introduzione relativo alla natività di Vincent Van Gogh.

 

Ovviamente per lo studio dei temi di nascita è importante che non si sappia nulla del nativo, questo non per dimostrare la propria bravura, ma per non essere influenzati in sede interpretativa da suggestioni interne/esterne. Non è affatto vero che il tema natale va costruito con la persona che lo richiede e che la persona deve guidare l’astrologo alla sua interpretazione, perché se così fosse non ha senso il ruolo dell’astrologo. Tuttavia l’Astrologo non è un sensitivo ne un veggente, e quindi può limitarsi ad una lettura del fenomeno astronomico dandone una sua prima interpretazione oggettiva, per poi discuterla con il nativo e perfezionarla nella narrazione ed interpretazione. Qui abbiamo un grafico di un personaggio noto ma possiamo intanto stabilire alcune cose oggettive. Per esempio il calcolo del temperamento non è soggiogabile a una suggestione dell’Astrologo perché prevede un computo preciso. In Astrologia genetliaca ci sono alcune determinazioni (che in pochi onestamente vedo che usano) che si fanno attraverso dei computi matematici, quindi il risultato che si ottiene è quello e basta, non soggetto a suggestioni consce o inconsce. Per quanto riguarda il temperamento di Vincent vediamo i computi della sua natività.

 

Il computo stabilisce che la natività è all’interno di una modalità collerica. L’astrologo deve tuttavia verificare se questa modalità è coerente. Questa coerenza la possiamo osservare prima di tutto dai Signori dell’ora e del giorno. Van Gogh è nato nell’ora di Marte e Marte è astro del temperamento collerico, quindi c’è una prima corrispondenza. Altro fattore da tenere in considerazione è l’angolarità che rafforza in modo importante gli astri. Van Gogh è una nascita diurna, qualità che rievoca i temperamenti sanguigno e collerico, inoltre Marte significatore del temperamento collerico è proprio in casa dieci. In questo caso l’Astrologo non fa fatica nell’osservare anche grossolanamente che il temperamento collerico è confermato proprio dalla disposizione accidentale di Marte. Il calcolo del temperamento ci permette di dare già una prima impronta sulla natività. Ovviamente il temperamento va letto in rispetto al nesso storico di appartenenza, non lo uso per stabilire le malattie della persona, ma per descrivere il suo modo di porsi nei confronti delle cose generali della vita. Scrivo nel mio saggio sulla natura delle dodici modalità zodiacali: IL TIPO COLLERICO vede come natura planetaria quella di MARTE E SOLE  Il tipo collerico ha una forte volontà d’animo e una grande determinazione, è coraggioso e audace, assertivo, impaziente, non sopporta i dettagli e intende raggiungere le cose con forza e decisione, è risoluto ma può diventare anche violento, iroso, incapace di controllarsi e fortemente sospettoso (sfumature derivanti da Marte). Sa essere anche ottimista, amante della vita, non sa stare fermo, deve continuamente fare qualcosa, è animato di grande vitalità, estrema fisicità, ha bisogno di essere visto, lodato, considerato, e può a volte esagerare nell’esprimersi, risultare bruciante e altamente distruttivo (sfumature derivanti dal Sole). È molto attivo, energico, pieno di volontà, se collerico-armonico è instancabile e un vero leader; se collerico-disarmonico può risultare distruttivo verso sé stesso e gli altri (sfumature derivanti dalla commistione Sole-Marte). I collerici vanno d’accordo con i sanguigni perché sono in una relazione proficua, dove uno aiuta l’altro e viceversa, sono mossi da caratteri e temperamenti similari o assimilabili; vanno anche d’accordo con i flemmatici perché questi possono essere dominati, controllati, plasmati dal collerico. Possono scontrarsi violentemente con altri collerici, elevato sarebbe il grado di competizione, mentre provano un profondo imbarazzo o fastidio umorale nella relazione con altri malinconici, questi infatti tendono a spegnere gli entusiasmi e la vitalità del collerico. I caratteri prevalenti sono Caldo e Secco. Il collerico risulta quindi all’interno di un ecosistema temperamentale dove caldo e secco risulteranno prevalenti.

Il solo temperamento ci offre già un quadro generale sulla modalità della natività. Procedo poi nel comprendere le fasi dei pianeti e le loro condizioni generali. Sono visibili gli astri Luna Mercurio Giove Saturno (visibilità rispetto alle relazioni al Sole e non al tramonto o sorgere cosmico, rispetto all’orizzonte, degli astri). Sono invece INVISIBILI VENERE E MARTE, questo mette in luce una loro azione più interna e più profonda, piuttosto che estroversa, nonostante i due astri siano proprio nel cuore del cielo. Potenti, forti, ma di una forza interiore più che rivolta verso l’esterno.

Quando i pianeti sono invisibili le loro qualità non è che spariscono o non ci sono, ma sono più difficili da gestire e comprendere, così poiché parliamo di un soggetto collerico, Marte invisibile può anche parlarci di un propensione collerica che è trattenuta e repressa, e che crea logorio interiore o tormento interiore, Marte così posizionato rende difficile concretizzare una “vera capacità di condurre” una battaglia o un certo compito, ovvero Marte è sempre considerato come un condottiero nel bene o nel male, è la forza e la determinazione nel portare a termine i propri obiettivi con lo scopo di conquistarli a tutti i costi. Un Marte invisibile ma con notevole forza accidentale è come un guerriero che sa di essere tale ma che non ha armi a sufficienza per dimostrarlo agli altri. Do molta importanza alla fase solare H-R (ascesa o sorgere eliaco) e in questa immagine notiamo specialmente Marte in H-R. Per quanto riguarda benefici e malefici, Van Gogh può fare affidamento a Saturno e a Giove, due astri appartenenti anche alla setta diurna. La sua nascita è diurna, così Giove può lavorare meglio nel procurare del bene, e Saturno è mitigato o frenato nel produrre il male e sarà più disponibile. Tuttavia… l’Almuten del grafico è Marte rispettando il computo della sua determinazione.

 

Un Marte fuori setta perché il grafico è diurno. Un Marte invisibile. Un Marte che presiede un temperamento collerico. Un Marte in ascesa eliaca, che acquisterà forza nel tempo in una condizione  accidentale già forte. Il signore della triplicità dei segni di acqua è Venere congiunta a Marte. Marte è sovrano della casa XI (operosa e industriosa). Che il soggetto sia marziale non vi è dubbio. L’almuten però rivela anche un’altra faccenda: poiché è un malefico a rappresentare l’Almuten, un malefico invisibile e contro setta, questa condizione può essere frustrante per il nativo, che anche se mosso da grande voglia di essere, conquistare e realizzare, potrebbe proprio incontrare delle difficoltà nell’arrivare concretamente a certi livelli di soddisfazione, proprio per la condizione del suo Marte almeno nel momento della sua nascita. Sono molti gli astri che acquistano forza, per esempio Saturno è nell’undicesima casa e va verso il culmine, mentre Marte e Venere stanno raggiungendo la cuspide della casa dieci, luogo angolare, Sole Mercurio sono forti nel mezzogiorno, abbiamo molti astri che spingono quindi nel voler essere osservati, e che prendono forza.

Rispettando la setta diurna, è sicuramente rilevante Saturno che conferisce note di industriosità e capacità di realizzare, ma anche Giove nel suo domicilio che tuttavia è vicino al nodo sud che diminuisce il bene quanto il male, inoltre nel luogo del misero declivio, dei sottoposti e del sacrificio fisico. Infatti Giove pur essendo gradevole nella sua dignità essenziale, è diminuito nelle sue capacità reali di far del bene totalmente e completamente, portando quella che notoriamente chiamiamo “buona fortuna”. Il che dovrebbe essere approfondito elaborando anche le sorti, e osservando l’insieme.

In grandi linee però vediamo che Giove è in Sagittario quindi signore della triplicità di fuoco è il Sole, in esaltazione, ma non è in aspetto (nemmeno in mundo) a Giove. Insomma non è un Giove grandemente valorizzato il che spiego perché Van Gogh non se la passasse molto bene in vita, e ricordiamoci anche che non era affatto visto bene dai suoi contemporanei, soggetto ad aspre critiche ed emarginato dai salotti degli artisti, acquisisce fama e milioni di dollari solo dopo la morte, il che di certo non consolerà Van Gogh. Questa è solo una fase iniziale di lettura di un tema natale. Infatti possiamo approfondire ulteriormente studiando la natura dei segni, vedi la natura del segno ascendente, il suo sovrano, il suo signore della triplicità. Possiamo poi affrontare i vari settori della esistenza, e comprendere se la sua modalità è razionale o irrazionale, le sue inclinazioni generali, studiando i rapporti Mercurio-Luna relazionati anche con i benefici e i malefici. Possiamo comprendere inserendo anche una serie di sorti alcuni argomenti strettamente pratici: amore, lavoro, propensioni generali. Osserviamo comunque che a livello professionale potevamo grossolanamente dire che la propensione sarebbe stata rivolta verso occupazioni legate a Giove perché Giove governa la casa X; c’è un gradevole aspetto di quadratura Venere-Giove, e Venere è posta in decima casa in esaltazione. Ecco la relazione che ci parla anche di doti artistiche e creative, ma la quadratura è separativa: le quadrature tra i benefici sono buone e anzi possono anche offrire cose molto liete al nativo, ma quando è separativa le qualità sono meno efficaci. E qui di nuovo emerge l’indiscutibile talento artistico di questo artistico ma che… ricordiamoci è stato apprezzato solo dopo la sua morte e che non fu riconosciuto durante la sua vita, anzi era letteralmente disprezzato e snobbato dai suoi contemporanei. E ancora tanto altro possiamo dire, nello studio per esempio della modalità razionale e irrazionale, la qualità del segno della Luna, i rapporti con Mercurio, la fase di Mercurio, per non parlare dell’introduzione delle Sorti che ci daranno anche una orientazione destinica generale per il nativo.

 

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Joséphine de Beauharnais Imperatrice delle Rose e il ruolo di Venere

William Lilly, astrologo rinascimentale, conferma l’associazione della Rosa al pianeta Venere. L’astro è a tutti gli effetti un significatore naturale del genere Rosa, pianta diffusa specialmente nelle zone temperate dell’emisfero boreale. L’uso delle rose si perde nella storia dell’uomo, per esempio l’archeologo Flinders Petrie durante alcuni scavi nell’Alto Egitto, riportò alla luce ghirlande di rose fossilizzate, usate probabilmente come corone funebri nel II secolo d.C., mentre il greco Teofrasto, 300 a.C., è stato il primo a proporre una prima catalogazione delle rose conosciute in occidente. Alla caduta dell’Impero Romano coincise la caduta della coltivazione delle rose, che si limitò solo ai giardini di corte o per essere apprezzate in contesti della nobiltà. In età medievale e rinascimentale sono specialmente i Monasteri a coltivare le rose, fiore particolarmente apprezzato e consacrato alla Madre di Dio.

Chi è Venere?

Per cominciare VENERE ha una natura temperata, dove prevale umidità ma anche freddo. Tuttavia il freddo non è affatto prevalente, e si rintraccia anche una quantità moderata di calore (cosi riporta anche Albiruni). L’astro appartiene alla setta notturna dei benefici, trasmette un temperamento favorevole alla proliferazione della vita. L’Astro è considerato apportatore di bellezza, di gioiosità, significatore dei profumi e degli aromi, della raffinatezza, ma anche del piacere del coito, si associa a tutto ciò che ai nostri occhi palesa bellezza oggettiva, che è gaudio e libidine per gli occhi, ma anche per il naso, è dunque naturale l’associazione della Rosa a Venere. È il fiore con il più variegato spettro di odore, e dai suoi petali si ricavano unguenti, preparati, distillati, finalizzati alla cura e alla bellezza del corpo. VENERE, poiché astro appartenente alla setta notturna, si accompagna a Marte anch’esso appartenente alla stessa fazione. Se Venere è il Fiore e la pianta in sé, quindi apparato floreale e strutture fogliari e affini, Marte è la spina. Le spine della rosa sono della natura di Marte, visto che l’astro è significatore di tutto ciò che taglia o punge, producendo una ferita sanguinante. Nella Pianta di Rosa incontriamo quindi sia Venere ma anche Marte, in una relazione proficua e utile, amorevole e passionale. Le spine proteggono le rose e la rosa manifesta la sua bellezza nell’osservatore, causando delizia, amore, incanto, meraviglia.

RUOLO DI VENERE IN JOSEPHINE

Joséphine de Beauharnais è stata la prima moglie dell’imperatore Napoleone I dal 1796 al 1809. Non ci interessano tuttavia le vicende d’amore con il consorte, piuttosto la sua nota dedizione per le piante, specialmente per le Rose. Si dice che fosse veramente ossessionata dalle Rose, amava circondarsene. Dopotutto la bellezza di Joséphine è proprio quella di un fiore di rosa, e anche nella vita assumeva atteggiamenti venusiani tenendo molto cura di sé stessa, del suo corpo, dei suoi abiti, amava truccarsi e mostrarsi sempre perfetta, i suoi principali interessi erano la moda e la botanica, due argomenti legati ai significati di Venere. Ciò che mi aspettavo di trovare è coinciso con la realtà dei fatti! Mi aspettavo di rintracciare una dignità importante di Venere nella nascita dell’imperatrice e in alcune sue faccende note a livello storico. E tale coincidenza non è stata delusa! Joséphine è nata il 23 giugno 1763, la data è certa, ciò che non conosciamo con certezza è l’orario. Nel momento della sua nascita Venere transitava in Toro e si preparava ad entrare in Gemelli. L’orario più accreditato è tra le ore 3:30 del mattino e le 4:00 del mattino, ovvero in un arco temporale dove Venere va a posizionarsi intorno al grado 29 del Toro, applicandosi a Giove in una congiunzione. Tuttavia l’incertezza dell’orario mi fa propendere nell’osservare anche la sizigia precedente il giorno di nascita, ovvero il Novilunio dell’11 Giugno 1763 di cui propongo il grafico che segue.

 

Ciò che balza immediatamente ai miei occhi è la posizione di Venere che nel segno del suo domicilio preferito, il Toro, va a congiungersi alla cuspide della casa dieci acquisendo una forte dignità accidentale. L’imperatrice nasce con un novilunio precedente dove Venere è molto forte. Il signore di questo novilunio è Mercurio che comunica con Venere. Mettendo in relazione sizigia precedente la nascita e la data di nascita dell’Imperatrice, notiamo come Venere nella sua dignità abbia in qualche modo dato una sua impronta temperamentale a questa donna, che – come indicato precedentemente – aveva come passioni prevalenti proprio quelle della botanica e della moda. L’amore per le rose evidenzia ancora una volta il ruolo di Venere; ma per chi ancora non fosse così convinto della sua influenza nell’Imperatrice, osserviamo una data importante per Joséphine. Il 21 aprile 1799 acquista la Malmaison, un piccolo castello circondato da terre e boschi, che volle acquistare per realizzarvi un roseto. Subito dopo l’acquisto dispose infatti l’immediata installazione e preparazione di un roseto. La sizigia precedente al 21 aprile 1799 è il Plenilunio del 19 aprile 1799, alle ore 23:47 presso il luogo del Castello, Rueil-Malmaison. Anche in questo caso sono rimasto sbalordito dalla puntualità della disposizione degli astri. Vediamo il grafico e osserviamo con attenzione Venere.

 

C’è veramente poco da dire. Venere è nel suo domicilio, in Toro, su per giù nello stesso grado della Venere in Toro della sua nascita. La Luna è piena nel grado 29 della Bilancia, signore del Plenilunio è Venere, che va ad orientarsi in V casa, luogo ove gioisce, congiunta al benefico Giove, in un tema notturno, nella sua fazione. La potenza di questa Venere si esprimerà nel Castello acquistato, nelle scelte dell’Imperatrice che trasforma la dimora in una serra a cielo aperto, dando particolare rilievo al roseto, dove saranno coltivate – anche sotto la sua cura e premura – dei meravigliosi roseti, che celebrano a pieno titolo una corrispondenza celeste inopinabile! All’Imperatrice è dedicata la rosa “Souvenir de La Malmaison” (immagine seguente) che ne celebra il ricordo, nel suo amore profondo per le creature della terra e per la sua particolare devozione nei confronti delle rose.

Astrology

Demetra George: il passaggio da Modello Contemporaneo a Modello Tradizionale in Astrologia

Devo dire che da quando negli ultimi anni ho deciso di avvicinarmi in modo più critico e più serio alla Tradizione Astrologica, ciò che ieri mi appariva “irraggiungibile” o profondamente obsoleto e scaduto, appare in questo istante come Fondamentale e imprescindibile, a tal punto che comincia ad apparirmi il simbolo, la psicologia del profondo, la mitologia, associate all’astrologia, contenuti o concetti si interessanti ma praticamente non così indispensabili! Questo perché nella tradizione astrologica c’è tutto ciò che serve, ed è conservata una sapienza e una conoscenza intanto astronomica che tuttavia poi è amplificata da una lettura del fenomeno celeste in relazione ai fenomeni vitali dell’uomo e degli ambienti in cui esso vive.

Nell’astrologia naturale, il fenomeno celeste è strettamente legato all’Uomo, al suo micro e macrocosmo, e alla relazione del Sistema Umano con l’ambiente e l’ecosistema che lo circonda, quindi anche relazione tra Persona e stagioni, clima, temperature. Nell’approccio moderno, invece, l’astrologia è interiorizzata esclusivamente nel mondo immaginale dell’uomo, è dunque un modello che cerca di comprendere esclusivamente il mondo psicologico e immaginale, una sorta di metodo interpretativo delle immagini archetipiche del collettivo, affrontate in chiave individuale. Quale metodo è migliore onestamente non mi interessa stabilirlo, perché ogni astrologo si avvicinerà al metodo che riterrà più opportuno per sé stesso, non per una eventuale “verità assoluta” che in Astrologia non è certamente dimostrabile o applicabile, quindi qualsiasi metodo tu userai, purché basato su criteri logici e principi fondamentali, sarà giusto e corretto se esso corrisponderà alla tua natura temperamentale, cognitiva, immaginale.

La mia esperienza però può certamente in questo periodo della mia vita portarmi a fare dei paragoni e dei confronti circa il metodo astrologico moderno, da me utilizzato per tantissimi anni, e il metodo più tradizionale, che sto usando da qualche anno. Intanto specificatamente per quanto riguarda la natività l’approccio interpretativo è veramente abissale, senza paragoni. La natività negli approcci moderni-contemporanei è letta in modo simbolico, le posizioni degli astri sono visti attraverso i simboli, i miti, le allegorie, e non intendono tradurre un “destino” o una predisposizione, piuttosto veicolano esperienze, contenuti, mood, all’interno dei quali l’individuo affronta sé stesso, le sue sfide, in positivo come in negativo.

La natività negli approcci naturali, invece, è letta partendo dai temperamenti, dai caratteri, dagli umori, dai valori insomma delle stagioni. Non è un approccio antico e scaduto, perché ancora oggi esistono alcune branche delle scienze moderne che considerano lo studio delle temperature e delle stagioni in relazione alle scelte sociali e culturali dei popoli, per esempio vedi l’antropologia. Mi chiedo come mai esiste una astrologia psicologica e ancora oggi nessuno si sia inventato l’astrologia ANTROPOLOGICA, che secondo me rispetterebbe quanto meno criteri più “ambientali” ed ecosistemici. Infatti nell’astrologia naturale il fenomeno astrologico è semplicemente rapportato allo studio delle dinamiche celesti, che tradurranno una serie di spettri luminosi composti da temperature, caratteri, umori. A livello personale e individuale, l’essere umano ha una esperienza diretta con il fenomeno celeste, per esempio attraverso le stagioni che sono tali per una ragione terrestre e celeste. Le stagioni indicano in modo inequivocabile e inopinabile il “prodotto finale” di un fenomeno celeste, relazionato ad una realtà terrestre, che esprime caratteri specifici che poi hanno un impatto sul nostro sistema vivente, biologico, cognitivo, di scelte personali e collettive.

Senza entrare nello specifico, l’astrologia moderna mette al centro la psiche dell’uomo e vede nella psiche individuale e collettiva il fulcro di ogni scelta o di ogni fenomeno. L’astrologia naturale (che alcuni chiamano tradizionale o classica) mette al centro il fenomeno naturale, ambientale, stagionale, temperamentale, attraverso il metodo astrologico quindi la natura che è in alto e che è in basso trova una sua collocazione, e relazionata alla realtà umana susciterà una serie di complessioni temperamentali e umorali nel vissuto individuale e collettivo. La differenza è notevole perché nel primo caso la natura e l’ecosistema sono messi in disparte, valorizzando esclusivamente l’io-psichico, come se la Natura fosse stata dimenticata, come se fossimo ciò che siamo solo per una nostra “autorità”, quando invece l’intera dottrina dell’uomo ci insegna che siamo ciò che siamo anche in funzione al clima, alle stagioni, alle temperature, al grado di caldo e freddo, di umidità e secco, che abbiamo intorno. Questo non è certo un argomento scaduto o antico, ancora oggi è contestualizzato e studiato dalla sociologia e l’antropologia che hanno dimostrato in modo inequivocabile come il clima, e gli spettri delle temperature e della luce climatica, hanno avuto da sempre influenza nelle scelte individuali, politiche, culturali dei vari popoli del mondo.

Passare dal metodo moderno a quello naturale, non è così facile ma non è nemmeno impossibile. E sicuramente passare da un sistema all’altro non significa escludere uno a favore dell’altro, ma significa collocare certe cose nel loro giusto ordine. Demetra George nel suo libro “Astrology in Theory and Practice: a manual of traditional techniques” al capitolo due, spiega il passaggio che si deve compiere per chi ha un background nell’astrologia moderna. Ovviamente tutti, o quasi, sono sempre partiti dall’astrologia contemporanea perché è stata nel tempo quella più accessibile, inizialmente almeno. Forse le generazioni future partiranno direttamente dai testi dell’Astrologia naturale e della tradizione, perché oggi cominciano a circolare in modo più convincente, con traduzioni, commenti, che rendono questi manuali accessibili veramente a tutti. Demetra evidenzia come chi è abituato al modello dell’astrologia moderna, dovrà compiere un importante lavoro su stesso lavorando prima di tutto sull’accettare una visione critica del sistema nozionistico acquisito, aprendosi senza pregiudizio a definizioni diverse. All’inizio questo passaggio potrebbe in effetti risultare traumatico perché va sostanzialmente a porre sotto critica certi “dogmi”. Ma la figura dell’Astrologo deve riscattarsi dal modello dogmatico della cognizione, perché il Dogma appartiene alle fedi, e l’astrologia non è una fede, ma un modello matematico e razionale del fenomeno celeste, tradotto poi in significati antropocentrici.

In un articolo di Demetra George pubblicato presso il sito RUBEDO PRESS (un blog magazine che raccoglie approfondimenti classici e contemporanei del fenomeno umano), la celebre astrologa propone una serie di linee guida iniziali su come prepararsi alla comprensione dei principi tradizionali dell’astrologia. Demetra inizia dicendo di sospendere l’uso dell’alfabeto astrologico a dodici lettere, tipico del modello moderno dove i 12 segni sono la base fondante di questo modello, e tutto viene relazionato esclusivamente ai segni. Così l’Ariete diventa il significato retorico della casa uno e di Marte, qualsiasi astro transitante in ariete assumerà valenze marziali e caratteri legati alla casa uno. Nel Toro incontreremmo la natura di Venere e i significati retorici della casa due. E via dicendo. Questa analogia che può avere un suo fondamento, è tuttavia poco conciliante con i principi della tradizione, dove il segno fa sicuramente parte della valutazione delle cose, ma non è un principio assoluto visto che viene data più importanza prima di tutto agli Astri, alla loro natura, al colore delle loro luci, alla loro visibilità, alla loro relazione con il Sole (fasi eliache), alle loro vicissitudini rispetto la sfera locale, rispetto all’orizzonte, rispetto all’osservatore diretto.

Secondo consiglio di Demetra è di ridurre il modello astrologico a sette pianeti, composto quindi dai due luminari e dai cinque astri fondamentali. L’esclusione degli astri di Urano Nettuno e Plutone non è un pregiudizio della mente dell’Astrologo naturale, ma è basata sulla necessità di considerare nel modello naturale ciò che realmente si rende visibile all’osservatore. Per l’Astrologia naturale hanno infatti importanza i fenomeni visibili, quindi i sette astri fondamentali poiché sono visibili a occhio nudo, sono quelli essenziali e sufficienti nella lettura del fenomeno astronomico. Ne consegue che se in una immagine celeste appare una luce nel cielo, tipo una cometa, quella luce sarà importante ai fini interpretativi se la sua presenza è visibile a occhio nudo. Demetra spiega l’importanza dei sette astri visibili che vanno a costituire un modello completo e sufficiente nella trattazione poi delle natività. Essi vanno a interpretare le diverse modulazioni dei temperamenti e dei caratteri primi: caldo freddo secco e umido sono infatti i mattoncini del modello astrologico, e sono inoltre caratteri non simbolici, perché di essi abbiamo una percezione diretta, dove i sensi biologici compartecipano alla loro lettura o percezione diretta.

Viene poi dato risalto alle dignità essenziali, Demetra indica come le dignità essenziali nel modello moderno sono poco sostenute a volte totalmente dimenticante. Mentre per il modello naturale esse sono indispensabili nella lettura del fenomeno celeste. Questo può suscitare in chi ha radicato in sé il sistema moderno qualche problema, perché intanto non assume più importanza il Sole e il suo segno, ne la Luna e il suo segno, ma l’interezza dell’immagine della natività assumerà una complessa relazione tra umori, temperature, tra equilibri e discrasie, tra punti che alterano ed altri che riportano in equilibrio. Così la natività comincia ad essere vista come un miscuglio di temperature, luci visibili e non, relazioni tra caldo freddo e secco umido, in un contesto dove la mente dell’Astrologo dovrà comprendere come quello specifico sistema di caratteri, umori e temperamenti si esprimerà poi nei vissuti individuali.

C’è inoltre un suggerimento, ovvero quello di usare la domificazione a case a segno intero, perché è il sistema di domificazione più usato nella tradizione ellenistica, dove troviamo il vero corpus dottrinale dei principi astrologici sulla natività. Il modello placidiano è tuttavia ancora oggi valido e usato, ma nell’approccio più naturale la domificazione secondo la visione ellenistica doveva essere equilibrata e ogni luogo celeste doveva contenere una porzione specifica di eclittica. Devo dire che forse è questa la parte che, almeno per me, è più difficile da integrare, perché il sistema a case intere va a conferire una visione veramente diversa della natività, rispetto a quella che possiamo incontrare nel modello placidiano o regiomontano.

Nell’articolo di Demetra viene poi indicata la condizione planetaria, in questo potrei citarvi le 25 condizioni indicate da Albumasar per lo studio degli astri, condizioni che sono tratte proprio dalla tradizione ellenistica. Questa parte dell’astrologia naturale dimostra in modo chiaro quanto il modello astrologico antico sia totalmente basato sul fenomeno astronomico. È forse la parte più difficile per chi ha un solo approccio contemporaneo, perché nell’astrologia moderna la condizione di forza o debolezza di un astro secondo il suo comportamento nella sfera celeste, è totalmente sdoganato da visioni più simboliche, denucleate quindi dal fenomeno visibile.

Non meno importanti sono le stelle fisse, e tante altre variabili. Ma quelle indicate da Demetra nell’articolo in bibliografia, sono sicuramente i principi primi da considerare. Concludo dicendo che non necessariamente i modelli contemporanei devono essere rifiutati una volta che si studiano quelli naturali. Un Astrologo deve secondo me conoscere l’Astrologia a 360 gradi, nei suoi vari momenti storici, conoscere quindi l’origine, il modello originario, i principi iniziali, ma anche le visioni moderne e contemporanee. Se tutto questo background fatto di sapere fosse alla fine convogliato in un unicum, la mente dell’astrologo di oggi risulterebbe alla fine completa ed equilibrata, e saprà in autonomia attingere alle varie conoscenze in modo contestualizzato e coerente.

ARTICOLO ORIGINALE The First Five Steps in Learning Traditional Astrology BY DEMETRA GEORGE LINK

Astrology

Saturno nelle dodici case celesti secondo Firmico Materno, con un mio personale commento

SATURNO è nel metodo astrologico l’astro che si pone in modo distante dal Sole, e dalla Luna, nella disposizione del mondo. Tale distanza e la sua lentezza lo hanno portato ad essere considerato come Grande Malefico, in virtù dunque della sua natura e per gli aspetti che forma con il domicilio Solare e il domicilio Lunare. Saturno infatti trova la sua sede in Capricorno e in Aquario, segni opposti ai domicili dei luminari, datori di vita. Per questo motivo i malefici in astrologia hanno la funzione di parlarci di ciò che è contrario alla vita, perché la morte, la corruzione e la putrefazione sono processi intrinsechi alla vita, e quindi necessariamente devono trovare una collocazione nel metodo dell’Astrologia naturale. Saturno è estremamente freddo ed estremamente secco. La vita, invece, per inocularsi e incubarsi ed esplodere nella sua pienezza, ha bisogno di ecosistemi umidi e caldi, non in eccesso. Saturno nella sua qualità di estremo freddo  diminuisce la componente calda della vita; nella sua qualità di estremo secco diminuisce la parte umida della vita. Per questo motivo è rinsecchente, astringente, toglie, priva. Tuttavia poiché la vita è fatta anche di morte e dalla corruzione della materia risorge la vita, anche i malefici come Saturno possono essere prodromici della vita stessa, ma lo fa nel caso di Saturno in modo “ecosistemico” (preparando il terreno… a qualcosa di nuovo). Saturno presiede all’adeguato attecchimento del Seme maschile nell’Ovocita, presiede cioè l’inseminazione come è spesso indicato in numerosi manoscritti medievali. L’inserimento fecondo del Seme nell’Ovocita è retto dal Governo di Saturno perché esso porta a buon compimento, se armonico, l’inseminazione ma determina anche un suo fallimento se ostile e disarmonico. Saturno è infatti buono per tutto ciò che attiene all’agricoltura ovvero alla coltivazione, all’arte del coltivare, l’inverno è per esempio una stagione attinente alla natura di Saturno e in questa stagione avviene proprio la sedimentazione del terreno agricolo e la sua preparazione per il nuovo raccolto, indispensabile per la rinascita di nuovi frutti. Saturno è la dura e aspra fatica del contadino. Se buono, può favorire l’autorevolezza, l’imperiosità, la capacità di comando e di affrontare dure prove con dignità. Se in cattive condizioni, invece, è fortemente corruttivo e logorante, distrugge e spezza, irrigidisce e toglie. Infatti trova le sue debilità essenziali proprio nei domicili del Sole e della Luna (e nella esaltazione del Sole), mentre si esalta nel segno della Bilancia, segno che presiede l’inizio dell’autunno ovvero l’inizio della putrefazione e della fermentazione delle cose “vissute” e che devono macerare ed essere ridotte ai principi originari, per un nuovo ciclo.

Disposizioni di Saturno nei dodici luoghi celesti, indicati da Firmicus Maternus

CASA UNO – Saturno, quando si trova di giorno sull’ascendente, farà nascere con un grande grido. E quello nato sarà il maggiore di tutti i figli o, se qualcuno è nato prima di lui, sarà separato dai genitori. Questo Dio sempre, di giorno, in qualsiasi angolo, renderà il nativo il primogenito o il primo ad essere allevato, oppure distruggerà i nati per primi. Rende gli stessi nativi vanagloriosi e pieni di orgoglio. Se Saturno è in ascesa di giorno e Marte è su un altro angolo nel segno prima di un angolo, ciò indica molti mali: immenso pericolo e perdita di eredità. Spesso, se non c’è un pianeta benefico in una posizione favorevole rispetto a loro, o se Marte riceve l’influenza della Luna crescente, ciò causerà una morte violenta. Ma se Saturno si trova di notte in ascendente, il nativo sarà ostacolato dalla più grande stanchezza e sarà sempre oppresso dal duro lavoro. COMMENTO: Saturno in prima casa fa sentire il suo peso, gli astri in questa casa sono prossimi a sorgere, o sono già sorti se si trovano poco sopra l’orizzonte, quindi tutto ciò che si trova in questo luogo è rafforzato nella sua natura. Un Saturno particolarmente disagiato in casa uno farà sentire il suo peso e poiché la casa uno è luogo della vita per eccellenza, ove le cose sorgono nel sorgere cosmico, Saturno può opprimere o togliere. Questa posizione conferisce al nativo forti sfumature saturnine, che saranno più gestibili in un Saturno “buono”, ovvero posizionato in condizioni a lui gradevoli, in questo caso conferirà una certo temperamento austero e autorevole. In questa posizione si tende a disprezzare il “vincolo” famigliare o tradizionale, per una maggiore idea di autonomia-saturnina, che può tuttavia arrivare anche a sentimenti di asprezza e incapacità compassionevole. Qui Saturno può anche corrompere la pietas e rendere il nativo totalmente orientato a valorizzare sé stesso, anche a danno degli altri. Se Saturno è qui posizionato ma in condizioni buone, può sicuramente dare una certa nota di autorità o meglio di autorevolezza.

CASA DUE – Quando Saturno occupa la seconda casa indica gravi malattie e grandi rovesci di fortuna. Il nativo diventa l’assassino di sua moglie e dei suoi figli, un agitatore di disordini pubblici, e spreca la sua materna e paterna eredità. È lento in tutte le sue attività e soffre di costanti afflizioni corporee. Se Marte si trova su uno qualsiasi degli angoli o è in opposizione o in quadratura rispetto al Sole o alla Luna crescente, ciò renderà poveri, e i loro corpi saranno oppressi dalla fatica quotidiana. Saturno in seconda casa di giorno fornirà lentamente e gradualmente un aumento del reddito. COMMENTO: Saturno può in questo luogo corrompere o logorare ciò che consideriamo nutrimento per il nativo, può ridurre il patrimonio o ciò che si possiede, o esso può in qualche modo essere logorato da certe situazioni. Se siamo di giorno e in condizioni favorevoli, il nativo potrà costruire la sua stabilità materiale ma confrontandosi comunque con il tempo, che sarà quindi lento nel far raggiungere certe stabilità, ma se raggiunte esse dureranno o comunque soddisferanno.

CASA TRE – Saturno in terza casa rende i nativi lenti, pigri, che non cercano alcun tipo di reddito. Se è con la Luna e Mercurio saranno stupidamente maliziosi, pronti con parole sacrileghe contro la divinità. Perderanno sempre i loro beni e diventeranno ladri, ma del tipo che non trarrà mai profitto dal loro furto. Se Marte è in qualche modo in loro aspetto, renderà informatori, adulatori, persone malvagie, sempre destinate a una morte malvagia. COMMENTO: è evocato il concetto di sacrilegio perché ci troviamo in un luogo sacro, dedicato alla Dea Luna. In certe condizioni Saturno può infondere temperamenti dissacranti, ma rende anche poco attenti e poco scrupolosi, in un certo senso qualsiasi azione del nativo è frugale e inconcludente. Tuttavia se siamo di giorno e in condizioni favorevoli, Saturno in questo luogo può operare rendendo il nativo capace di produrre beni o utili attraverso le sue azioni strategiche. Quivi posizionato, impigrisce o rallenta la quotidianità del nativo.

CASA QUATTRO – Avari, accaparratori d’oro e d’argento sono coloro che hanno Saturno di giorno in quarta casa. Di notte in questa casa fa sprecare la loro eredità paterna e indica una morte prematura per il padre. Causa anche gravi malattie e brividi orribili e porta sempre cattiva reputazione nei primi anni. Se Saturno è in congiunzione con la Luna o in opposizione o aspetto quadrato, questo renderà sterile il nativo. Lo costringe ad adottare estranei come suoi figli o ad avere estranei come tutori. Deforma il suo corpo con malattie continue e dolori nascosti, rende la madre vedova in tenera età, e porta ai nativi costanti dolori allo stomaco e gravi malattie alle donne. COMMENTO: Saturno nel luogo più profondo è in condizioni disagiate, un astro che infonde temperamento saturnino intenso, malinconico. Se predomina il freddo quindi di notte tale condizione è esasperata, e può esprimersi con rigidità, sterilità, durezza, può anche esprimersi attraverso i significati retorici della IV casa quindi in relazione a famiglia e a figure genitoriali, come anche per le questioni della tradizione o degli ecosistemi in cui avviene l’esistere. Di giorno rende avari, direi tuttavia non in senso necessariamente negativo, ovvero scrupolosi, attenti al guadagno o comunque interessati ad accumulare e a consolidare; qui Firmico evidenzia una interpretazione strettamente legata alla materialità, al bisogno di solidità, di certezze, quindi Saturno può anche in condizioni favorevoli essere espressione di rigidità ponendo il nativo verso un sentimento restrittivo e inclusivo, che tende a trattenere e a mantenere, piuttosto che a cedere o a condividere. È in grande sintesi una posizione che rende estremamente introversi o poco disponibili ad una libera concessione di sé stessi.

CASA CINQUE – Saturno in quinta casa, se di giorno, renderà re e capi, uomini molto potenti. Se il Sole è in ascendente e Saturno entra in congiunzione con la Luna crescente, sarà continua fortuna e grande sarà il potere. Ma se Giove e non il Sole sono in ascesa, ciò renderà magistrati di grado inferiore e governatori di singoli stati; renderà anche padroni di grande reddito in modo che con le proprie risorse possano sostenere gli altri. Ma se né Giove né il Sole sono in ascesa e Saturno in quinta casa entra in congiunzione con la Luna crescente, questo darà ricchezza ed eredità. Ma il nativo sarà spesso senza moglie e si coinvolgerà in indegne alleanze sessuali. Se Saturno è nella quinta casa di notte, assegna una porzione di buona fortuna per un periodo di tempo, ma rende l’uomo lento in tutte le sue attività e rende il suo coraggio inaffidabile. La congiunzione della Luna calante con Saturno indica una perdita di eredità e di tutto ciò che è stato accumulato nella vita. COMMENTO: è in genere una posizione buona per Saturno, in certe condizioni conferisce anche autorità, regalità e autorevolezza, potere, carisma, capacità. È meno favorevole alle passioni amorose e sessuali, meno favorevole alla libido come anche alle passioni frugali, perché qui Saturno imporrà un carattere e una temperamento rigida, ma di una rigidità che fa guadagnare in prestigio.

CASA SEI – La distruzione dell’intera eredità è indicata da Saturno in sesta casa. Porta ancora meno, specialmente se la Luna calante è in congiunzione con Saturno o in opposizione o aspetto quadrato. Questo produrrà uomini sfortunati, instabili, di cattiva reputazione, che non saranno mai in grado di stabilirsi in un posto. Ma se, quando Saturno è in sesta casa, Marte è in opposizione o quadrato o in congiunzione con lui, ciò produrrà dolori nascosti nel corpo, dissenteria e consunzione; se non c’è l’influenza di un pianeta benefico, il nativo morirà a causa di queste malattie. COMMENTO: la posizione di Saturno nel luogo ove gioisce il malefico Marte, non è considerata da Firmico favorevolmente in nessuna condizione. Anche perché il luogo sei è misero declivio, è fatica, malattia, fragilità fisica, quindi Saturno è in questo luogo logorante e corruttivo. Se abbiamo però un Saturno dignitoso e mitigato, pur rimanendo una posizione insidiosa, il male può diminuire, ma un senso generale di fatica è costantemente proposto.

CASA SETTE – Saturno in settima casa se al sorgere del mattino e in un tema diurno, sarà favorevole e concederà grandi possedimenti, ma solo quando sarà raggiunta la soglia della vecchiaia. In questa casa assegna una vecchiaia prolungata e fa del nativo un guardiano del denaro. Ma predice dolori nascosti nel corpo, emorroidi o contrazioni dolorose dei muscoli. Se Saturno è in questa casa al sorgere della sera, produce bolle intorno all’ano ed emorroidi, specialmente se Marte è in aspetto. I nativi sono reumatici e spesso hanno ascessi. Sono sempre addolorati dalle condizioni molto dolorose delle loro mogli. COMMENTO: è una posizione favorevole specialmente in un tema diurno e quando l’astro è sorretto dai benefici. Lo stesso Albiruni considera Saturno in VII un’ottima posizione, di longevità, di capacità materiale, ovvero sa creare guadagni e utili, sa progettare e dirigere con autorevolezza, sa arrivare a buoni vantaggi dalle alleanze e dai contratti. Tuttavia se abbiamo una disposizione non favorevole, come in un tema notturno, in applicazione a Marte, senza supporto dei benefici, Saturno è logorante, corruttivo, porta dolore nelle relazioni, non produce il bene e anzi tende ad alterare la sanità.

CASA OTTO – Saturno in ottava casa, se di giorno, assegna un aumento del reddito per un periodo di tempo. Se è in casa o nei termini di Marte, indica per alcuni un’eredità dalla morte di estranei. Ma se si trova in questa casa di notte, l’eredità andrà perduta. Se la Luna è in opposizione o in aspetto quadrato, questo è un cattivo presagio; è anche un male se Saturno è in questa casa e la Luna nella casa di Saturno (dodicesima) e in aspetto. Se Marte si trova in un qualsiasi aspetto rispetto alla Luna così localizzata con Saturno, è indicata una morte violenta. Ma se Marte è in questa posizione e Giove è in aspetto favorevole alla Luna e Saturno, la prospettiva è di aspettative favorevoli nella vita; ma i nativi saranno sempre insicuri riguardo agli affetti delle loro mogli. COMMENTO: la posizione di Saturno in ottava conferisce insicurezza, instabilità, timore di essere offesi, ovvero danneggiati, o traditi, la casa otto è corruttiva e pestilenziale poiché luogo della morte, quindi in condizioni estremamente difficili, qui Saturno esprime perdita, rinuncia, ma anche una vita corrotta dal senso di tradimento e di frustrazione. Se però sorretto, e in condizioni favorevoli, Saturno in ottava può anche essere un punto di forza, portando sostegno al nativo anche grazie a ciò che erediterà, ma più in generale in condizioni favorevoli, è un Saturno che conferirà al nativo dei vantaggi, anche difronte ciò che sembra negativo, privativo o in apparenza nemico.

CASA NOVE – Saturno in nona casa renderà famosi i maghi, rinomati i filosofi o i sacerdoti del tempio, notati per la loro reputazione. Secondo la natura dei segni, egli fa anche veggenti, indovini e astrologi. Questi sono sempre eccezionali nelle loro risposte. Alcuni portano avanti i riti dei templi o sono incaricati di rituali. A volte diventano filosofi dai capelli lunghi o interpreti di sogni. Saturno in questa casa di notte indica l’ira degli dei e l’odio degli imperatori, specialmente se la Luna calante si sta muovendo verso di lui in qualche modo. Ma mali maggiori sono predetti dagli dei e dagli imperatori se Marte da qualsiasi direzione è in aspetto rispetto a Saturno e alla Luna. COMMENTO: di giorno e in condizioni favorevoli, l’orientazione di Saturno in questo luogo è carismatica, potente, conferisce notorietà e saggezza, conferisce doni divini come quelli della veggenza o più in generale della capacità di vedere oltre ciò che appare, può conferire prestigio, autorità all’interno di certi ambienti e istituzioni, nonché il potenziale di apprendere grandi conoscenze. Ma se in tema notturno e in condizioni sfavorevoli, Firmico evoca l’ira di Dio, allora qui il nativo potrebbe essere aspro o indisponibile al sacro e a certe conoscenze, ponendosi verso esse in modo dispregiativo, oppure al contrario avere una pessima reputazione, o giudizi morali, etici, tutte le persone che contano possono in questo caso avere un giudizio negativo sul nativo, tale da rendergli la sua ascesa o la sua crescita difficile.

CASA DIECI – Imperatori, generali e prefetti praticanti sono l’indicazione di Saturno nella decima casa. Se Saturno è sulla MC di giorno e nella sua esaltazione con il Sole in ascesa, ciò renderà agricoltori rispettabili di buon carattere, ma ricchi, le cui proprietà sono vicino al mare, ai fiumi o ai laghi. Fornirà anche grandi entrate, grande gloria e eredità da persone importanti. Ma se Marte è fortemente in aspetto, diminuirà questa fortuna Saturno di notte sul MC indica disgrazie: perdita di eredità, nessun matrimonio, nessun figlio, specialmente se è in casa o nei termini di un pianeta malefico. Ma se un pianeta benefico, cioè Venere o Giove, è in aspetto favorevole a Saturno così situato di notte, quelle cose che erano state negate verranno date in un altro modo. Ma in generale, Saturno di notte da qualsiasi angolazione indica i mali più gravi. Distrugge mogli e figli e predice sempre il dolore per la perdita dei parenti. Se Saturno in questa casa entra in aspetto con la Luna calante, il nativo sarà così oppresso dalla povertà che difficilmente avrà il pane quotidiano, specialmente se la Luna calante è in un segno femminile. Ma se Saturno entra in aspetto con la Luna crescente, ciò indica una vita instabile: il nativo non avrà un unico corso di vita ma un cambiamento costante. Mercurio in aspetto a Saturno in decima casa darà acutezza di mente e lunga vita, specialmente se è il governatore della carta o il donatore della vita. Ma se queste funzioni vengono rilevate da qualche altro pianeta, sottrai 30 dagli anni assegnati. I mali maggiori sono indicati se Saturno è in opposizione al governatore del tema o al Datore di Vita, specialmente se Marte è in opposizione o aspetto quadrato a Saturno. Perché questo renderà paralitici, gobbi, nani storti, ermafroditi e simili, tutti conformi alla natura dei segni. Se la Luna, allontanandosi da Saturno in decima casa, entra in aspetto con Marte in una carta notturna, ciò renderà pazzi depressi e pigri. COMMENTO: quando Saturno è in questo luogo, in condizioni buone, è tipico di chi avrà nella vita un ruolo di comando, in base al proprio fato o destino. È un Saturno che conferisce carisma da leadership e capacità di orientare, dirigere, comandare. Può essere un re, buono col suo popolo, ma anche un despota o un dittatore, che causerà morte e distruzione. In condizioni infatti critiche, come in tema notturno, in segno non favorevole, in debilità, in aspetto a Marte, in assenza di supporti dai benefici, qui Saturno può essere fortemente corruttivo. Può corrompere la vita del nativo, anche in modo “ambientale”, ovvero situazioni disagevoli e scandalose in ambito famigliare, giudizi morali ed etici, difficoltà nello stabilire un ordine e nel mantenere il controllo e il comando, fino alla possibilità di comandare e imperare sugli altri con sentimento terribile e orripilante.

CASA UNDICI – Una fortuna moderatamente buona è l’indicazione di Saturno in undicesima casa. Una promozione importante è destinata al nativo, riceverà la stessa posizione che aveva suo padre, ma solo dopo il suo trentesimo anno. Prima del suo trentesimo anno tutto ciò che ottiene andrà perso: non raggiungerà una posizione o possedimenti fino a dopo il suo trentesimo anno. COMMENTO: è buono Saturno in undicesima, Firmico lo considera favorevole, ma tende tuttavia a concedere i suoi doni tardivamente, e nella prima parte della propria esistenza (fino a 30 anni) la vita del nativo potrebbe essere fragile, mediocre o provocata da pericoli saturnini.

CASA DODICI – Saturno in dodicesima casa indica una rivolta degli schiavi o crisi a causa degli schiavi. Potrebbe anche ridurre il nativo in schiavitù. Sono indicate grandi malattie e gravi afflizioni, soprattutto se la Luna è un aspetto qualsiasi e nessun pianeta benefico è su qualsiasi angolazione. Ma se un pianeta benefico su uno qualsiasi degli angoli fa aspetto a Saturno, i mali che abbiamo descritto saranno mitigati. Tutti questi sarebbero più leggeri se Saturno è in questa casa di giorno. COMMENTO: questo luogo è ove gioisce Saturno, quindi qui il pianeta gioisce nel manifestare la sua natura. In genere è una posizione difficile, perché il suo temperamento tende a corrompere la solidità dei legami, così Saturno diventa qui un sovvertitore, gli schiavi si ribellano ai loro padroni, ma il padrone può anche imporre schiavitù estrema e severa ai suoi servi. Il nativo può subire la natura di Saturno quivi posizionato sentendosi “schiavo” di qualcosa, di qualcuno. I mali diminuiscono se in aspetto ai benefici, ma aggiungerei che in presenza di un tema diurno, e in condizioni più buone, questo Saturno può essere usato per lo studio, per la vita monastica, per una esistenza saturnina, agreste, che attraverso la regola e il metodo, può dunque apportare anche dei benefici al nativo in ordine di autorevolezza.

 

Quando Saturno si trova in queste case, osserva attentamente il grado in modo da poterti fidare in quale casa e in quali termini è la dodecatemoria; da queste informazioni potrete scoprire tutto il potere di Saturno. COMMENTO – Firmico conclude, come per tutte le altre posizioni degli astri, dicendo di osservare in quale dodecatemoria Saturno si trova, oltre a giudicare quindi dal segno, dall’orientazione, dagli aspetti, dobbiamo osservare confine, decano e dodecatemoria ovvero quello che gli arabi chiamano Signori dei Dodicesimi: questa dodecatemoria per segno, e signore, può dare ulteriori informazioni sulle nature più intrinseche dell’astro. Prossimo commento: disposizioni di Giove secondo Firmico.

Astrology

BONATTI – Le parti del corpo secondo i segni occupati dai pianeti

Nel capitolo 22 del Secondo Trattato del Liber Astronomiae, Guido Bonatti presenta una interessante correlazione tra parti del corpo e pianeti nei vari segni zodiacali. Bonatti in questo capitolo discute sull’associazione di ogni parte del corpo per ogni pianeta, nei vari segni zodiacali. Dice che intende iniziare da Saturno perché è il primo pianeta, e dall’Ariete perché è il primo segno. Aggiunge che queste attribuzioni saranno importanti sulle domande relative all’infermità, o su qualche dolore che il richiedente intende indagare col suo astrologo. È evidente che quindi questa attribuzione Bonatti la associ per gli usi dell’Astrologia Oraria, ma poiché ritengo che lo scibile astrologico è UNICO, a prescindere dal metodo che usiamo, i riferimenti che Bonatti propone possono – a mio avviso – anche essere presi in considerazione per lo studio delle geniture. Bonatti formula un esempio: quindi se ti è posta la domanda sull’infermità, guarda il significatore del richiedente, quindi guarda che pianeta è; se fosse Saturno e questo è in Ariete, significa malattia o dolore al petto perché Saturno quando è in Ariete significa il petto nel corpo dell’uomo – e procede con l’elenco relativo alle varie attribuzioni, che vi propongo di seguito.

IN ARIETE – Saturno il petto; Giove il ventre; Marte la testa; Sole le cosce; Venere i piedi; Mercurio le gambe; Luna ginocchia.

IN TORO – Saturno il ventre; Giove il dorso; Marte il collo; Sole le ginocchia; Venere la testa; Mercurio i piedi; Luna le gambe.

IN GEMELLI – Saturno il ventre; Giove le parti intime e quelle che le seguono; Marte il petto; Sole le gambe, le caviglie, i piedi; Venere il collo; Mercurio la testa; Luna le cosce.

IN CANCRO – Saturno i genitali maschili e ciò che segue; Giove le cosce; Marte il petto; Sole i piedi; Ventre le spalle, le braccia, le mani; Mercurio gli occhi; Luna la testa.

IN LEONE – Saturno le parti intime e quelle che seguono; Giove le cosce e le ginocchia; Marte il ventre; Sole la testa; Venere il cuore; Mercurio le spalle, la gola; Luna il collo.

IN VERGINE – Saturno i piedi; Giove le ginocchia; Marte il ventre; Sole il collo; Venere l’ombelico e le parti ad esso adiacenti; Mercurio l’udito; Luna le spalle.

IN BILANCIA – Saturno le ginocchia e ciò che segue; Giove gli occhi e ciò che si diffonde intorno a loro; Marte le parti intime e quanto segue; Sole le spalle; Venere la testa; Mercurio la vista; Luna il cuore.

IN SCORPIONE – Saturno le caviglie e ciò che segue; Giove i piedi; Marte la testa, le braccia, le cosce; Sole il cuore; Venere le parti intime e quanto segue; Mercurio la schiena; Luna il ventre.

IN SAGITTARIO – Saturno i piedi; Giove le gambe e la testa; Marte i piedi e le mani; Sole il ventre; Venere le cosce e le braccia; Mercurio le parti intime e il cuore; Luna la parte posteriore.

IN CAPRICORNO – Saturno testa e piedi; Giove le ginocchia e gli occhi; Marte le gambe e le spalle; Sole la schiena; Venere le cosce e il cuore; Mercurio le parti intime e quanto segue; Luna le cosce e quanto segue.

IN AQUARIO – Saturno la testa e il collo; Giove le spalle, il petto, i piedi; Marte le caviglie e il cuore; Sole le parti intime e quanto segue; Venere le ginocchia e ciò che segue; Mercurio le cosce e il cuore; Luna le parti intime.

IN PESCI – Saturno il collo, le spalle gli arti; Giove la testa e il cuore; Marte il ventre e le caviglie, i piedi; Sole le cosce e ciò che segue; Venere il collo e la schiena; Mercurio le gambe e le parti intime; Luna le cosce.

 

Bonatti è attualmente tradotto, in inglese, da Benjamin Dykes in una serie di libri, è quello che possediamo al momento per chi non ha possibilità di leggere il testo direttamente dal manoscritto di Bonatti.

Per la traduzione in inglese vi suggerisco Bonatti on Basic Astrology (link) ma anche Bonatti on Nativities (link) e per chi vuole osare di più Bonatti on Mundane Astrology (link).

Il manoscritto di Bonatti è reperibile in PDF liberamente scaricabile (link).