I 12 segni rappresentati dal manoscritto Tripartite Mahzor

Astrology

Nel manoscritto Tripartite Maḥzor, un testo ebraico degli aschenaziti del 1320, vi è una riproduzione molto particolare dei segni zodiacali, direi non convenzionale. Partiamo dal presupposto che ogni tanto mi piace curiosare nei manoscritti antichi fortunatamente digitalizzati dalle biblioteche internazionali, alla ricerca dei segni zodiacali e della loro iconografia. Mi piace molto vedere le rappresentazioni artistiche dei segni e osservare come in diversi tempi e culture essi sono stati riprodotti. Tuttavia, in questa occasione mi sono imbattuto in un manoscritto che mi ha presentato una iconografia totalmente diversa da quella a cui siamo abituati, per questo ho voluto approfondire la breve ricerca fatta:  quanto emerso è grazie anche all’aiuto che ho ricevuto da alcuni amici e colleghi che mi hanno saputo indirizzare sulle fonti corrette, e che ringrazierò con un encomio a fine articolo.

CARATTERI DEL MANOSCRITTO
Il Tripartite Mahzor è un manoscritto realizzato nella Germania meridionale, intorno al 1320. Si tratterebbe di un volume di un più consistente manoscritto, di tre volumi totali. Scopro che questo manoscritto contiene molte illustrazioni interessanti. Il testo è risaputo che presenta iconografie di difficile interpretazione, e non ancora del tutto tradotte o comprese. I filologi che si sono interessati a questo testo hanno evidenziato che molte figure femminili sono rappresentate da teste di animali. In genere, le dodici icone usate per rappresentare i dodici segni sono, come vedrete, totalmente diverse da quelle a cui siamo abituati (in alcuni casi), molti ricercatori convergono nel dire che in questo manoscritto ci sia una forma di iconofobia, ovvero la tendenza tipicamente medievale di certe culture od orientamenti culturali di alterare certe icone nelle loro fattezze note o comuni o convenzionali, per uno scopo avversivo, che potremmo tradurre con i concetti di delegittimazione oppure a causa di una “paura iconica” verso certe immagini, che potrebbero in qualche modo rievocare cose spaventevoli o troppo sacre per essere riprodotte nella loro integrità e onestà (fonte Gutmann 1978. 25-26. See also Cohen 1988. 49. Ruth Mellinkoff 1999. 11. Narkiss 1967-1968. 133. Heinrich Strauss: Die Kunst der Juden im Wandel der Zeit und Umwelt. Tübingen 1972. 56-62. Joseph Gutmann: The illuminated medieval Passover haggadah: investigations and research problems. In: Studies in Bibliography and Booklore 7 (1965) 8 [offprint]).

LA RAPPRESENTAZIONE DEI DODICI SEGNI
Vediamo in questa carrellata la rappresentazione dei segni zodiacali, soffermandoci su quelli più strani rispetto all’iconografia cui siamo abituati.

 

ARIETE

Qui incontriamo la rappresentazione del segno ariete, una icona abbastanza nota e comune.

 

TORO

Anche in questo caso l’immagine per il Toro è abbastanza convenzionale e tipica.

 

GEMELLI

Incontriamo nel segno Gemelli la prima stranezza o discontinuità: non risultano numerosi – anzi sono inesistenti – icone zodiacali per i gemelli in cui le teste dei dioscuri vengono raffigurate da due teste di animali. Le mani si orientano verso opposte direzioni come a ricordare di essere il primo segno del ciclo solare a presiedere il passaggio di stato dalla primavera all’estate. Infatti i segni mobili (Gemelli Vergine Sagittario Pesci) sono detti doppi e mutevoli perché in essi i caratteri della stagione predominante cominciano a cedere a quella successiva. Nel caso dei Gemelli, il segno presiede l’ultima parte della primavera, ma nel suo periodo stagionale la primavera comincia a cedere a caratteri più estivi.

 

CANCRO

Uno dei segni che mi ha sorpreso di più è certamente questo. Vedendo la coda di pesce rappresentata in questo animale, ho subito rievocato alla mia mente alcuni passaggi di Astronomicon di Manilius dove proprio per il Capricorno il poeta astrologo sottolineava il suo essere segno mutilato, metà capra e metà pesce. La coda pesce mi fece subito associare questo segno al capricorno, anche se la parte iniziale dell’icona è tutto tranne che una capra! Inoltre l’animale rappresentato è evidente sia un Lupo, anzi una LUPA con grosse mammelle piene di latte, una Lupa incinta o che ha da poco partorito. Facendo una indagine secondo le fonti e indicazioni che mi ha indicato Simone F. e Irene Zanier, e secondo i ragionamenti di altri colleghi, abbiamo tutti compreso come questo segno intendesse rappresentare il Cancro, dove in questa rappresentazione iconofobica è tradotto come Lupa, con mammelle piene di latte, zampe posteriori di anfibio, coda di pesce, zampe anteriori di lupo.

LEONE

Qui il Leone è rappresentato in modo canonico.

 

VERGINE

Così la Vergine, rappresentata comunemente come una bellissima e graziosa fanciulla.

 

BILANCIA

Pur essendo in presenza di un segno umano, l’icona raffigura il segno enfatizzando lo strumento di peso e misura del glifo. Comunque una rappresentazione abbastanza comune e ricorrente, ma in molte altre rappresentazioni medievali, la Bilancia è sempre accompagnata da un uomo che tiene lo strumento in mano.

 

SCORPIONE

Anche questo segno mi ha indotto in errore. Vedere una testuggine del genere, mi aveva portato ad associarlo al Cancro, segno in cui siamo abituati a vederci la corazza e la protezione. Invece, la tartaruga ha molto più senso legato al segno Scorpione che non è solo segno che punge, ma è anche segno che difende. Infatti, nello Scorpione incontriamo il domicilio migliore di Marte, dove ni esso assumerà il ruolo di DEFENSOR concetto che trova così una perfetta armonia a questo animale.

 

SAGITTARIO

Anche questo segno è mutilato, ma probabilmente per la teoria iconofobica viene riprodotto solo una parte del segno, tagliando quella più mostruosa. Qui si evidenzia l’arco e la freccia, strumenti tipici del Sagittario, tenuti in tensione dalle braccia di un uomo.

 

CAPRICORNO


Veramente interessante il Capricorno. Non ci sono elementi noti del segno, che lo vedono con corpo e coda di pesce e testa di capra, qui invece c’è la rappresentazione di un felino, o un cane, un altro animale, dotato però non di artigli ma di zoccoli, tipici della capra. Tuttavia la testa non è quella di una capra! Mangia elementi erbivori. E’ dunque una capra, ma dalle sembianze “deformi” rispetto alla canonica capra.

 

AQUARIO

Molto suggestivo il segno Aquario, l’icona rappresenta una serie di strumenti utilizzabili dall’ingegno dell’uomo, e finalizzati allo spostamento di qualcosa, pare verosimigliante dire che qui stiamo in una serie di struttura che sollevano l’acqua e la trasportano. L’Aquario è segno di aria, e segno umano, è l’ingegno dell’uomo, ed è definito da alcuni autori (come Retorio, Firmico, Macrobio) segno della fatica dell’uomo, perché in esso avviene il lavoro umano della edificazione e della costruzione come prodotti del lavoro faticoso. Pur essendo segno di aria, l’Aquario rimanda all’acqua, e quindi è segno vettoriale, che mette in comunicazione, ovvero ponte e mezzo.

 

PESCI

Nel segno dei Pesci l’icona usata è molto comune.

 

CONCLUSIONI
Ho voluto condividere con voi queste immagini, solitamente non lo faccio e le conservo nei miei archivi catalogandole nei vari manoscritti da dove le prelevo. Ma in questo caso, il manoscritto ha suscitato un’interessante e proficua conversazione, con diversi amici, colleghi: in particolare vorrei ringraziare Simone F. che mi ha indirizzato verso le fonti giuste proponendomi alcune letture e dove guardare, come anche Irene Zanier che ha sollevato giustamente alcune perplessità su certi segni, su cui riflettere, ringrazio quanti mi hanno scritto in privato, e chiedo scusa se non nomino tutti. A dimostrazione che spesso l’astrologia può unirci in una comune ricerca, divertente e appassionante.

 

 

MANOSCRITTO
Fonte THE BRITISH LIBRARY

http://www.bl.uk/manuscripts/Viewer.aspx?ref=add_ms_22413_fs001r

 

Francesco Faraoni

Studioso di astrologia, nella tradizione della filosofia naturale e degli approcci umanistici.

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