Le modalità dell’Amore. Venere e le sue dignità.

Cos’è l’amore? Se ci appelliamo alla filosofia o alla poesia, il sentimento ci viene presentato come qualcosa di estremamente romantico, olistico, ovvero unione in un corpo solo, due corpi e due menti, due cuori, che diventano un tutt’uno. L’amore potrebbe in questo caso essere visto come l’annullamento degli opposti, il raggiungimento di uno stato di Grazia Perenne, equilibrio perfetto e armonico, dove ogni opposto essendo annullato non lotta più con sé stesso e con l’altro, ma si apre ad una nuova realtà. Ma è veramente così? Ascolto tantissime persone grazie all’astrologia, che offre a me e ai miei clienti la possibilità di confrontarci in tematiche importanti, che possono sembrare futili in apparenza ma non lo sono: l’amore non è mai futile, ne una cosa stupida, è ciò che fa muore l’universo, è l’unica cosa che può dare senso ad una esistenza. Senza la capacità di amare qualcuno o qualcosa, si è vuoti, inespressivi, automi in attesa dell’ineluttabilità della vita, senza sogni, senza speranze, organismi biologici e nulla di più.

Ma è veramente come dice la filosofia e la poesia?
L’amore è  unione degli opposti?
Io ritengo di si… ma il problema è saper raggiungere questo traguardo, il più delle volte inficiato dalle reticenze della ragione, che porta ad aver timore per il sentimento provato dall’altro o che proviamo noi per qualcuno, oppure dovuto alla rigidità della coscienza che ci proietta verso i problemi della vita e ci fa dire “è più importante il lavoro, il guadagnare, non ho tempo per dimostrarti il mio amore..:”. Una emerita baggianata, se tutto va male ma l’amore c’è ed è presente, credetemi anche i peggiori dispiaceri o le peggiori frustrazioni passano in secondo piano.

Così in queste giornate penso in modo particolare a coloro che “chiedono” di essere amati, con dimostrazioni e testimonianze.
Ritengo che se arriviamo a “chiedere” l’amore, significa che stiamo elemosinando qualcosa e che forse non accettiamo la realtà oggettiva dei fatti. Oppure potremmo essere noi incapaci di vedere l’amore che ci viene dato, quindi lo chiediamo perché ciò che ci è offerto non ci basta, o non lo riconosciamo come Amore.

L’amore non va elemosinato. L’esperienza è autonoma e vive spontaneamente. STELLARIUM IL BLOG DELLE STELLE

Nel momento in cui cominciamo a chiedere qualcosa, o quello che ci offre l’altro non ci basta, è probabile che non stiamo vivendo una esperienza affettiva, piuttosto stiamo sperimentando un’esperienza edonistica, autoreferenziale, dove il nostro io pretende egoisticamente certe testimonianze, cieco tuttavia delle esigenze dell’altro.

AMORE IN ASTROLOGIA

Certamente un ruolo fondamentale è dato a VENERE ma vi assicuro che ogni punto del vostro grafico ci parla di amore, anzi ogni argometno della vita è trattato da tutti i pianeti astrologici e da ogni punto del vostro grafico, perché ognuno di essi collabora in qualche principio. Ma quando parliamo di AMORE la prima cosa che ci viene in mente è VENERE.

VENERE è signora della Triplicità di Terra: forse l’amore non è fatto di ideali, poesia, fantasia, emozioni romantiche o sdolcinate. L’amore è Terra, concretezza, materialità, tangibiità quindi è responsabilità. La Terra come elemento è il più forte perché di esso abbiamo una percezione tattile immediata, è un elemento pesante, che trattiene, che ha una sua forma precisa, che è evidente e palese. Venere come signora della triplicità di terra – diurna per giunta – ci va capire che l’Amore è prima di tutto responsabilità, ci spinge ad essere autentici, veri.

Hai una responsabilità nei confronti di chi ami. E ne hai una nei confronti di chi non ami. Casualmente hanno lo stesso nome: sincerità. Aerdna77

VENERE è in domicilio in Toro e in Bilancia.
L’amore è visto in due “modi” diversi dal simbolo astrologico. Ovvero come amore inclusivo, protettivo e progettuale (Venere nel domicilio del Toro); oppure come amore contrattuale, idealizzato, regolato, calcolato (Venere nel domicilio della Bilancia). I due simboli zodiacali rievocano la cosignificanza della Casa Due e della Casa Sette. La Casa Due viene raramente studiata per le relazioni affettive, ed è un errore a mio avviso

La Casa Due ci dice su cosa poggia il sentimento, su quali sicurezze o su quali insicurezze, quale è cioè la natura del sentimento tra due innamorati. Mentre la Casa Sette ci dà indicazioni su come i due innamorati “bilanceranno” sé stessi, ovvero come verranno in “accordo strategico” per conclamare un patto d’amore (e se dunque lo faranno… questo accordo, ovvero se la relazione sarà possibile). 

La Venere nel domicilio del Toro e la simbologia della Casa Due ci parla della natura del sentimento, della sua sostanza, di cosa si nutre, delle necessità primarie e vitali affinché il sentimento possa esprimersi con piacevole goduria dei sensi. La Venere nel domicilio della Bilancia e la simbologia della Casa Sette ci parla di come i due innamorati rinunceranno ad una parte del loro “io”, affinché possa prendersi forma il concetto del “noi” all’interno di un equilibrio in cui intercettare la giusta misura per poter vivere felici e sereni in un legame eterno!

Infatti la relazione affettiva presuppone prima di tutto una rinuncia del nostro io a certe sue prerogative.

I single incalliti hanno solitamente un io molto accentuato, una personalità forte e inscalfibile, non amano rinunciare alle loro idee e alle loro prerogative, sono polemici, non accettano il confronto, o la critica, si ritengono sempre nel giusto, non amano rinunciare ai loro convincimenti, alla loro fede.

Mentre le persone che riescono a relazionarsi in rapporti lungimiranti, hanno una grande capacità di rinunciare ad una parte del loro io, mettendosi in gioco accettano  di sacrificare alcune prerogative, rinunciando ad una parte del sé, cosa che farà anche l’altro; questo “vuoto” che si viene a costituire è il punto di aggancio tra i due individui, dove si genera il legame: così nasce una nuova mente, un nuovo cuore, un nuovo corpo, una specie di Daimon o di Eggregore che costituirà un “terzo individuo” formato dai due individui iniziali. Si genera un legame di unità degli opposti.

Infatti, l’esaltazione morpurghiana della Venere è in Cancro, simbolo dell’inclusione totalizzante di due unità, che tendono a rinchiudersi in sé stesse creando uno scudo tetragono contro le incursioni dell’io interno/esterno, di fatto generando una nuova identità.

L’esilio della Venere è in Ariete e in Scorpione, due segni egoistici visti in senso disarmonico, e dove l’io è fortemente marcato, un io che crea uno spesso velo imperscrutabile. Così i due segni zodiacali associati alla Venere ci danno l’immagine di un amore arrogante, eccessivamente impulsivo, che non ascolta le ragioni dell’altro ma solo le ragioni dell’io (Venere in Ariete); oppure l’immagine della torbidità, della poca chiarezza dell’io, che crea dubbio, ambiguità, confusione nel vincolo affettivo (Venere in Scorpione).

Sono dunque cinque le tipologie o livelli di relazione che potremmo osservare negli individui:

  • un legame Tauro-centrico: dove il sentimento è prodigato alla comprensione del piacere che unisce i due individui, è la prima fase del “legame” affettivo, dove i soggetti si annusano e si assaggiano, per capire se si piacciono; passata questa verifica, c’è il godere comune, il piacere che fa stringere e consolidare il legame;
  • un legame Libra-centrico: è il secondo stadio di un legame, dove la relazione va verso progetti importanti, di consolidamento del rapporto, c’è una rinuncia di una parte del sé, rinuncia finalizzata ad un progetto di coesione da vedersi più come un “patto”, un accordo; dal matrimonio alla convivenza, comunque il passo di responsabilità di una relazione è vissuto sotto questa simbologia, dove la coppia non solo pensa ad amarsi, ma pensa anche di “vivere” insieme le sfide della vita, in una alcova socialmente attiva;
  • un legame Cancro-centrico: è l’ultimo stadio di una relazione, proficua, partita dalle simbologie del Toro, dove consolidato il piacere comune, trasformato in patto e strategia, l’unione produce uno scudo intorno a sé, in una relazione inscalfibile, dove anche le tensioni avvengono in un contesto di perfezione che qualsiasi turbamento sarà compensato e risolto; qui la coppia progetta sé stessa anche negli orizzonti della prodigalità, intende cioè allargarsi, ecco il progetto famigliare del focolare domestico che prende vita, sotto forma di genitorialità, o di altri progetti similari;
  • un legame Arietino-centrico: vendiamo alle ultime due tipologie di legame, qui la relazione è intensa a livello delle passioni, della sessualità, c’è un forte edonismo dove tutto però è centrato sulla soddisfazione dell’io; non essendo contestualizzato il “tu” e il “noi”, il rapporto può essere tormentato da improvvise grandi passioni, seguite poi da periodi di distacco, di incomprensione, di intolleranza verso l’altro, si tende a imporre la propria visione dell’amore, in una relazione che contempla l’io, in un progetto unilaterale che può essere fortemente precario;
  • un legame Scorpio-centrico: dove le pulsioni diventano anche repulsioni, c’è torbidezza, ambiguità, cose poco chiare, mistero, i partner non si capiscono, fraintendono, uno vuole certe cose che l’altro non da senza motivi chiari, l’altro ritiene di non dare perché non ha sicurezze, c’è un tormento di fondo, legato a paure ancestrali che sono collegate alla paura di “trasformarsi”. La relazione è torbida perché non si accetta l’idea di rinunciare a qualcosa, non si riesce a donare all’altro, qui sono rappresentate tutte quelle relazioni che coltivano sentimenti di paura verso il sentimento che l’altro prova, e quelle relazioni dove ci si sente tormentati da un amore che ci ossessiona ma che non ci realizza senza riuscire a capirne il motivo.

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