Segni zodiacali da L’Anno Riformato di Doglioni, Giovanni Nicolò (1548-1629)

Astrology

Dei dodici segni dello Zodiaco – Libro Primo de “L’Anno riformato” di Doglioni, Giovanni Nicolò  (Venezia 1548 – Venezia 1629) è stato un matematico e notaio italiano. Autore di numerose opere di stampo cronachistico e di alcuni trattati di cosmografia e cronologia, connessi alla riforma del calendario voluta da Gregorio XIII, è un testimone interessante per comprendere come l’Astrologia era considerata anche da chi non era propriamente un astrologo. In questa trascrizione vi propongo un paragrafo del suo “L’Anno riformato” dove in particolare tratta i dodici segni zodiacali, con un mio personale commento finale sui “segni zodiacali”. Buona lettura e meditazione.

 

Non bisognando dire altro in materia del Primo Mobile (…) passeremo all’ottavo cielo (Zodiaco) (…). È diviso questo Cielo dagli Astrologi in 360 gradi, o parti, come li vogliamo nominare, in esso (come si disse) vi sono le 48 immagini, ognuna di esse composta da un certo numero di Stelle. Ma poiché 36 (di queste) non sono utili al nostro proposito, paleremo solamente delle dodici per le quali, o sotto le quali per meglio dire, andando il Sole (transitando il Sole) influisce maggiormente su di noi, producendo nelle regioni elementari tutti le varietà e i meravigliosi effetti, che dall’occhio nostro con tanto magistero si vanno scorgendo.

 

FIGURA 1 tratta da “L’Anno Riformato” – una immagine proposta dall’autore per rappresentare il mondo e le sue sfere, dove notiamo le orbite dei sette astri fondamentali, e le sfere che sono oltre. Al centro dell’immagine vi è la terra, intorno le sfere che la circondano secondo il punto di vista di colui che osserva il cielo.

Son detti Segni come nome generale, che molte cose significa; perciò a volte vuol dire molte cose e in altri casi è congettura. [Segno] è come se dicessimo che tu sei un galantuomo. Significa anche “testimonio o testimoniare qualcosa” e così si chiama il segno “de’Notari che pongono sotto i loro [segni / simboli]” gli strumenti che usano. Sono segni anche quelli che si usano per creare sigilli o cose simili, ovvero che intendono esprimere un segno di quelle cose che con essi sono segnati (qui l’autore pare indicare le diverse definizioni di Segno come parola di uso comune non come Segno zodiacale, ma forse intende analizzare una etimologia di fondo, che possa in qualche modo offrire, alla fine, un senso riproducibile). E in fine segno può significare quella meta alla quale si indirizza l’intento di qualcuno, come il loco a che sogliono i balestrieri tirare; o le Stelle che danno segno ai naviganti quale via debba essere seguita per portarli al sicuro. In questa maniera ultima deve intendersi nel proposito nostro (così l’autore specifica come la parola Segno può significare molte cose, ma per quanto riguarda i Segni Zodiacali essi devono essere concepiti, secondo l’autore, come fossero Segni del Cielo che i naviganti seguono osservando il cielo per giungere al porto sicuro o alla meta desiderata). E hanno preso questi segni il nome loro da animali, come è sopra narrato, per gli effetti che il Sole partorisce ogni volta che si ritrova sotto di alcun di loro. Essi contengono ognuno 30 dei sopradetti gradi.

 

FIGURA 2 tratta da “L’Anno Riformato” – rappresentazione del cerchio zodiacale, ovvero la fascia del cielo in cui avviene il moto apparente del Sole; questa fascia ha una ampiezza di 360° il Sole compie in essa un viaggio suddiviso in 12 stazioni, ogni stazione, o parte o segno, ha una ampiezza di 30° e in tale spazio il Sole esprimerà certe qualità di cui l’umana coscienza ha una esperienza diretta attraverso le stagioni e i loro caratteri.

Il primo dunque è nominato ARIETE o Montone, nel quale entra il Sole al 21 Marzo, secondo la riforma fatta dal nostro Signore Gregorio XIII di felice memoria, è posto nel Cielo, secondo i Poeti che fingono per memoria di Bacco il quale passando col suo esercito per acquistarsi l’Africa, giunge in un deserto inabitabile, e così arido, che tutti vi sarebbero morti di sete, se non fosse che essendoci un Montone, furono da questo guidati, così portati in abbondanza di acqua (quindi salvati), per questo quivi rizzarono un tempio a Giove Hammone, figurandolo nella forma di un Ariete, e così per questo fu posto in cielo, allegoricamente volendo mostrare che quando il Sole è in questo segno, la Terra incomincia a produrre, e tutte le cose animate a ricrearsi, e poiché in questo animale una parte del corpo è debole e l’altra forte, così nel principio il Sole quando entra in questo segno ha poco vigore, ma nella sua parte finale riscalda poi molto bene. È segno orientale, igneo, caldo e secco, collerico, mobile, mascolino, diurno, e principio della Primavera. È casa di Marte e inclina quello, che nasce quando in esso sta il Sole ad hauer il collo longo, la faccia larga, molti capelli, gli occhi che rappresentano gravità, le orecchie piccole, e il corpo alquanto curvo. Ha dominio sopra il capo, la faccia, gli occhi, le orecchie e all’infermità loro, alla lebbra, prurigine, sordità, balbuzie, calvizie, dolore dei denti, epilessia e febbre sanguigna. Signoreggia l’Inghilterra, la Francia, la Germania, Napoli, Fiorenza, Imola e Faenza.

Il secondo segno è chiamato TORO, animale più feroce, come anco il Sole entrato in questo segno dimostra maggior fierezza. Fu posto in Cielo dai Poeti in memoria di Giove quando trasformato in questo animale, se ne portò seco la sua desiderata Europa. Dicono che nella sua faccia vi siano le Hiadi Stelle di natura di Marte e di Mercurio, le quali Poeti finsero sorelle delle Pleiadi, e che per un loro fratello nominato Hia, che si perse, tanto piansero che di dolore finalmente morsero; significando con ciò l’influenza di queste, con ciò sia che quando nascono sogliono causare piogge e tempeste grandissime. Pongono nel Toro anche le Pleiadi che dai Latini sono nominate, le quali finsero i Poeti figliuole dell’Oceano, dinotando con ciò la umidità, che sogliono causare, perché qual volta la Luna è seco in una medesima larghezza, di subito nasce grandissima abbondanza di acque. È il Toro segno terrestre, freddo, secco, malinconico, femminile, meridionale, notturno, fisso è casa di Venere e fa l’uomo di faccia ampia, alcune volte curvata, col naso lungo, occhi neri e grandi, irsuto, con i peli elevati, il collo grosso, e grasso, di natura vergognoso, che guarda abbasso camminando, con gravità. Imprime frigidità e siccità temperamentale, per il Sole quando è in esso, causa la generazione di molte cose e dà aumento alle cose vegetabili. Ha dominio sopra il collo, la coppa, la gola, alle infermità loro, come sono scrofole e altri simili, alla colera negra. Signoreggia la Parthia, la Media, le Cicladi, Cipro, l’Asia minore e paesi marittimi, gli Svizzeri, Bologna, Siena, Pistoia, Verona, Capua, Salerno, Ancona, Fano, Treviso.

Il terzo segno è chiamato Gemini o GEMELLI, il Sole quando è in questo segno corrisponde alla Terra che genera e produce erbe, fiori e altre cose, che all’ora si vedono. Fu dipinto questo segno come due fanciulli che si tengono insieme abbracciati, quali dicono che fossero Castore e Polluce fratelli, talmente amorevoli tra loro che giammai vi fu pur una minima parola di rissa, significando che quando il Sole è in questo segno, il tempo è dilettevole, le genti si danno al piacere e ai sollazzi. Altri dicono che furono detti Gemelli perché il Sole in questo segno raddoppia il suo calore, lo quale egli imprime con un umido temperato, confortativo, onde è causa di germogliare cose bellissime e vaghe. È segno aereo, caldo, umido, sanguigno, mascolino, occidentale, comune, destro e diurno. È casa di Mercurio e inclina l’uomo ad essere di mediocre statura, con petto largo e conveniente persona. Ha dominio sopra le spalle, le braccia, le mani, cosi alle infermità loro. Signoreggia parte dell’Egitto, l’Armenia, l’Hircania, la Fiandra, parte di Parigi, il Piemonte, Vercelli, Trento, Reggio, Cesena, Viterbo.

Il quarto segno è il GRANCHIO perché il Sole entrando in questo segno incomincia a tornare indietro, nella guisa, che fa a punto il Granchio. Finsero i Poeti che fosse questo posto nel Cielo in memoria di quello che uscito dall’acqua vicina morde Hercole che combatteva con l’Idra, nella palude Lernea. Significando con ciò la natura di questo segno, che è acquatico, la influenza sua è fredda umida e flemmatica. È dunque settentrionale, acqueo, freddo, umido, flemmatico, notturno, mobile, solstiziale e retto, principio dell’Estate e casa della Luna, fa l’uomo composto, di pelle grossa, e di persona dal mezzo in su sottile e abbasso grossa, con denti torti, occhi piccolini, ha dominio sopra il polmone, il fegato, la milza, le mammelle e le infermità loro, la lebbra, la tosse, il tisico. Signoreggia la Numidia, l’Africa minore, la Bitinia, Babilonia, Costantinopoli, Venezia, Vicenza, Milano e Lucca.

Il quinto segno è il LEONE animale fortissimo come anche il Sole in questo segno mostra quanto siano potenti i suoi raggi. Fu posto nel Cielo in memoria della lotta, che fece Hercole nella sua Nemea. È segno igneo, caldo, secco, collerico e mascolino, orientale, sinistro, fisso e casa del Sole. Fa l’uomo industrioso e molto intelligente, dal mezzo in su grosso, da li in giù sottile, con sottilissime gambe, ma non però in estremo, suol essere magnanimo, valoroso. Ha dominio sopra il cuore, lo stomaco, il dorso, i fianchi, il petto, le coste, le loro infermità. Signoreggia l’Italia, le Alpi, la Sicilia, la Fenicia, la Caldea, Damasco, Boemia, Praga, Mantova, Cremona, Ravenna, Perugia, Roma.

Il sesto segno è la VERGINE la quale finsero i Poeti essere una donzella che tiene una spica di grano, significando con ciò che siccome è sterile e infeconda, cosi la Terra diventa allora che il Sole è in esso segno. Gli posero la spica in mano perché è il tempo allora di governare il grano, per questo vogliono alcuni che questa immagine fosse la Dea Cerere, la quale prima insegnò a cogliere e poi a dominare il grano. È segno terreo, frigido, secco, malinconico, femminile, ha dominio sopra il ventre, gli intestini, a tutte le infermità loro, a quelle che provengono dall’umore malinconico. Meridionale, comune, notturno, è casa di Mercurio, fa l’uomo di bella presenza, di buon volere, di faccia onesta, di begli occhi. Signoreggia la Mesopotamia, parte della Grecia, Candia, Toledo, Parigi, Parenzo, Pavia, Navarra, Como, Arezzo, Ferrare, Taranto.

Il settimo segno è la LIBRA che si figura per una bilancia, significando con ciò che il giorno è allora uguale alla notte. È segno aereo, caldo, umido, sanguineo, mascolino, occidentale mobile, diurno, equinoziale dell’Autunno, retto, principio dell’autunno, fa l’uomo geloso, amatore dei piaceri. Ha dominio sopra i lombi, l’ombelico, il pettignone, la vescica, e le loro infermità, doglie di schiena, ritenzione di urina, flusso di sangue. Signoreggia l’Austria, la Schiavonia, Parte dell’Italia, Agusta, Lodi, Piacenza, Parma, Pesaro, Calitea, Suessa.

L’ottavo segno è lo SCORPIONE. L’aria è temperata cosi nel fine che è la coda, con l’acquai morte e aumenta, con la freddezza offende i corpi umani. È segno di natura acquea, freddo, umido, flemmatico e femminile, settentrionale, fisso, è casa di Marte e fa l’uomo con faccia piccola, rubiconda, molti capelli, occhi piccoli, piedi grandi, scandaloso. Ha dominio sopra l’anguinaglia, la vescica, i testicoli, il membro e posteriore, così alle loro infermità, al cancro, l’emorroide, la fistole, la pietra (calcoli), altri simili. Signoreggia la Mauritania, la Siria, la Cappadocia, la Scozia, Valenza, Aquileia, Città Vecchia, Genova, Brescia, Cremona, Padova, Ferrara Vecchia.

Il nono segno è SAGITTARIO poi che allora che il Sole è in esso l’aria offende, col freddo nuoce grandemente. È segno di natura di fuoco, caldo e secco, collerico, mascolino, orientale, comune, diurno, destro, retto, è casa di Giove e fa l’uomo con lunghe cosce, lunga e gran faccia, capelli forti, ventre grande, ama dilettarsi nel cavalcare. Ha dominio sopra le cosce, le natiche, e loro infermità. Signoreggiala Spagna, la Toscana, la Dalmazia, l’Ungheria, Buda, Gerusalemme, Agnone, Asti, Fermo.

Il decimo è il CAPRICORNO animale che ascende volentieri come appunto il Sole che entrando in esso incomincia a salire, avvicinandosi a noi. Lo dipingono con la coda di pesce, significando che nella sua ultima parte il Sole per lo più genera gran quantità di piogge. È segno terreo, freddo, secco, melanconico, femminile, meridiano, mobile, notturno, solstiziale, tortuoso, principio del verno. Fa l’uomo con le gambe sottili, il corpo secco, la faccia torta, a guisa di capra con molti capelli. Ha dominio sopra le ginocchia e le polpe delle gambe e cosi alle loro infermità. Domina ancora alla scabbia, alla raucedine della voce, alla sordità dell’orecchie, alla caligine degli occhi (cataratta), alle febbri, e al flusso di sangue. Signoreggia l’India, la Macedonia, la Tracia, la Baviera, Romagna, Forlì, parte di Ferrara, Modena, Cortona, Tortona, Prato.

L’undicesimo segno è l’ACQUARIO figurato per un uomo che sparge acqua con un vaso, che dicono i Poeti che sia Deucalione. Significando l’influenza sua per questo sull’esser abbondanza di grandissima acqua. È questo segno aereo, caldo, umido, sanguigno, mascolino, occidentale, fisso, diurno, tortuoso, casa di Saturno. Fa l’uomo alto, di bella faccia, colorita, e alle volte con una gamba maggiore dell’altra. Ha dominio sopra li stinchi, sue infermità. Signoreggia l’Arabia deserta, la Sassonia, parte della Boemia, l’India, la Macedonia, Urbino.

Il dodicesimo è PESCI perché siccome stanno questi sempre nelle acque così il tempo allora è quasi sempre umido e piovoso. È segno acqueo, freddo, umido, femminile, settentrionale, comune, notturno, destro tortuoso, muto, è casa di Giove, fa l’uomo col petto rilevato, capo piccolo, barba bella, faccia alquanto larga, di color bianco, occhi rotondi e nelle azioni sue magnanimo. Ha dominio sopra i piedi, le caviglie, loro infermità, alla flemma, umori falsi, pustole, alla lebbra, alla paralisi, alle gotte, alla scabbia. Signoreggia la Cilicia, Protogallo, Ibernia (Irlanda), Normandia, Alessandria, Ratisbona, Colonia Agrippina, parte di Venezia.

 

COMMENTO FINALE – la descrizione dei segni è sintetizzata da un autore non addetto ai lavori, Doglioni è stato notaio ma amava anche trascrivere testi e saggi di cultura generale, tra cui appunto alcune opere di contenuto astrologico/astronomico. Quindi, anche in un “non addetto” ai lavori, notiamo una ricorrenza circa la considerazione che si aveva sui segni zodiacali: essi non rappresentavano caratteri specifici degli uomini e delle donne, ne intendevano identificare una persona specifica. In questo forse i nostri antenati erano più saggi di noi moderni, che tendiamo a rintracciare in ogni azione che vediamo in una persona il ruolo di un segno zodiacale. I segni zodiacali sono così visti e vissuti come mere energie naturali, di cui l’umanità ha coscienza per esempio attraverso le stagioni e i loro caratteri. Di conseguenza, essi avranno una serie di analogie e di corrispondenze che sono sempre il frutto di un ragionamento naturale che vede nel fenomeno astrologico qualcosa di “esterno all’uomo”, ovvero connesso al cielo e alla natura che ci circonda, e che dunque ha un riverbero e un influsso con l’individuo attraverso le funzioni stesse della loro natura. Osserviamo sovente che le malattie associate ai dodici segni zodiacali spesso hanno caratteristiche legate a malattie stagionali o che possono insorgere come causa del rapporto tra uomo e i caratteri caldi, freddi, secchi e umidi delle stagioni, che in fasi alterne sono alcuni più presenti di altri. Il segno zodiacale è la proiezione di una identità o piuttosto la rievocazione attraverso un codice e una matrice di caratteri naturali? L’astrologia è stata infatti concepita come strumento di decodificazione del fenomeno astronomico, ovvero un codice che traduce le luci del cielo, i loro movimenti e i loro comportamenti rispetto all’osservatore e come tali comportamenti si esprimeranno nella persona, attraverso l’ecosistema terrestre in cui si esprime una Natura e un certo tipo di ordine naturale decretato proprio dal cielo e dalla sua conformazione e qualità. Non avremmo infatti estate, primavera, inverno, autunno, senza la disposizione coerente del Sole e di tutti gli astri, bastava una diversa disposizione che saremmo stati come Marte, o come Venere, desertici e inospitali alla vita semplice fino a quella complessa.

 

Francesco Faraoni

Studioso di astrologia, nella tradizione della filosofia naturale e degli approcci umanistici.

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