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Astrology

Astrologia naturale vs Astrologia divina: due possibilità di vivere la disciplina

Mi fanno sorridere molto quelle persone che dicono che l’Astrologia non ha nulla a che fare ne con la mitologia ne con la religione, perché hanno dell’astrologia una “concezione nozionistica” ma non culturale; l’Astrologia è prima di tutto un fenomeno umano e quindi antropologico non è un fenomeno solo cosmico, perché essa parte dall’Uomo quindi è prima di tutto antropocentrica e ciò comporta una serie di variabili sociologiche oltre che propriamente culturali. Fortunatamente quanto dico non è una opinione personale ma condivisa da molti autori celebri come per esempio Giuseppe Bezza che ormai ho preso come riferimento per lo studio storico e per la ricerca di contenuti e fonti in ambito astrologico.

Scrive G. Bezza in “L’astrologia storia e metodi”: Fu il prevalere dei sacerdoti del Sole che favorì, in periodo ellenistico, la diffusione di un’astrologia a carattere prevalentemente solare. Gli Astrologumena di Nechepso e Petosiride, datati da Riess intorno all’80 a.C. , erano destinati a divulgare in Grecia l’astrologia solare egizia con maggior successo dei tentativi che il sacerdote babilonese Berosso nel III secolo a.C. aveva operato in favore d’una diffusione del sistema babilonese.

Il testo spiega dettagliatamente certe evoluzioni nel mondo greco dell’Astrologia babilonese e di come fu recepita e su come si inserì in un mondo soggetto non solo alla scienza di quei tempi ma inevitabilmente anche alla religione perché un tempo “scienza e religione” erano commiste in un’unica cosa. Si può obiettare che nel mondo babilonese non c’era alcuna commistione tra osservazione del cielo e religione / credenze, anzi secondo alcuni che riportano solo le fonti che vogliono loro, non considerandone altre, l’astrologia babilonese era solo “astronomia” ma un’astronomia che fa previsione diventa inevitabilmente “divinatoria” e gli Enuma Anu Enlil sono un chiaro esempio di come l’osservazione astronomica portava a pronosticare eventi sul piano collettivo: Se la Luna, quando sorge, Sirio sta al suo interno vi sarà guerra tra i re di tutti i paesi | Se la Luna, quando sorge, lo Scorpione la circonda come un alone: leoni e lupi saranno inferociti, le vie di comunicazione saranno interrotte, (variante) i re di tutti i paesi diventeranno ostili | Se la Luna, quando sorge, un pianeta sta al suo interno: in questo anno vi saranno epidemie in tutti i paesi | Se la Luna è raccolta con le Pleiadi il paese si raccoglierà nelle fortezze. Rumen Kolev un astrologo di questi tempi e unico “SCRIBA” (così io lo considero) che testimonia in questi tempi l’astrologia babilonese lo afferma in numerose sue opere divulgative, indicando come per il mondo babilonese fosse importante il riferimento sacro e divino, che oggi chiamiamo impropriamente (secondo me) Mito e Mitologia.

Chi sdogana il divino dall’Astrologia è in particolare Tolomeo che supera il pensiero platonico nonostante sia un autore vissuto in epoca ellenistica e nel periodo più fiorente per le correnti gnostiche, orienta l’astrologia a scienza naturale degli influssi celesti questo significa che prima di lui l’astrologia pur rappresentata da osservazione astronomica (che è osservazione oggettiva quindi scientifica) era anche valorizzata e centrata sul divino e sulle credenze religiose o su certe tradizioni spirituali o culturali se preferite. Tolomeo si allontana dalle speculazioni degli stoici e dei neoplatonici, si allontana in modo evidente dall’approccio “divino” nei confronti dell’astrologia che non significa che in quel periodo non ci fossero personaggi che invece continuavano a relazionare la disciplina astrologica al “divino”, ricordiamoci dunque i taumaturghi neopitagorici Apollonio di Tiana, Numenio di Apomea, il sacerdote di Apollo, Plutarco di Cheronea.

Nell’epoca di Tolomeo, l’autore Apuleio di Madaura ci offre uno spaccato di quel “periodo culturale”, egli contraddice l’idea assolutamente scientifica che Tolomeo da dell’Astrologia; su questo Apuleio sostiene la fede platonica: tra gli dei e gli uomini si trovano certe potenze divine, intermediarie per loro natura e per loro posizione, e mediante loro vengono operate tutte le divinazioni e i miracoli della magia… (Apuleio, Apologia). L’astrologia naturale è una evoluzione, per come l’ho capita io, di certe superstizioni e di un superamento della credenza religiosa, ma la religione o il “credere” è qualcosa di estremamente umano che non può essere scisso dall’uomo nemmeno da colui che ritiene di avere un’assoluta mente razionale: anche il più accanito scienziato ha la sua fede dogmatica, per egli sono le teorie e le ipotesi fisiche non dimostrabili che in quanto basate su principi teoretici sono dogmatiche quanto il credere al dogma dell’immacolata concezione.

Evidenzio inoltre che sono molti gli autori che criticano l’idea di una “astrologia naturale” in assoluto. Vediamo Giamblico che accusa l’astrologia razionale affermando che “la divinazione non si effettua tramite una azione d’ordine fisico, ma è un che di natura divina e soprannaturale; essa ci viene direttamente dal cielo” (GIAMBLICO, Misteri egizi, III, 1). E’ totalmente contrario all’idea dei “malefici” Marte Saturno così come concepiti dall’astrologia naturale “Tu mi domandi come sia possibile che, fra gli dei, alcuni abbiano un’azione benevola e altri un’azione malevola. Quest’opinione, tratta dai facitori di oroscopi, è assolutamente falsa. Invero tutti gli dei sono benefici e sono causa di bene e sono volti solo verso il bene ed evolvono unicamente attorno al bello e al bene“; l’autore non nega le influenze a volte tensive di Saturno e Marte ma spiega che in essi non è presente una natura malevola (che invece sostiene l’astrologia naturale e scientifica) ma tale natura è il risultato del modo che ha l’individuo di recepire il loro influsso.

CONCLUSIONE – chi afferma che l’astrologia è solo “naturale e scientifica” afferma una concezione religiosa, sostenendo solo le fonti che si preferiscono, io da buon osservatore esterno fortunatamente non interessato a definirmi astrologo antico ne astrologo moderno, ma solo “studente di astrologia”, osservo fonti che dimostrano come in ogni epoca nessuna forma di Astrologia sia stata mai “recepita universalmente” ne accettata da tutti, e come ieri… oggi abbiamo la stessa situazione perché nulla cambia sotto il cielo stellato, le idee e i conflitti sono sempre identici: c’è chi sostiene una astrologia scientifica e naturale, fisica dunque, chi invece come i loro analoghi antenati del mondo antico sostengono un’astrologia più “immaginifica” o se vogliamo usare un termine più chiaro “divina”.

Lettura consigliata
Giuseppe Bezza, L’Astrologia, storia e metodi
Giamblico “Misteri egiziani”