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Astrology

La natività del Maestro al-Biruni: l’Occhio del Toro Ain nel Mediocielo

Secondo le fonti riportate da Ramsay Wright, al-Biruni è nato il 4 9 973 alle ore 5:11, coordinate di nascita 57:31°E – 41°40’N. Il grafico di al-Biruni che segue ha come domificazione Alcabizio.

Albiruni è nato quando all’orizzonte sorgeva il segno Vergine, al grado 11. Signore dell’Ascendente è Mercurio che si presenta all’interno di una serie di dignità importanti: è in domicilio, è in esaltazione, è nel suo decano, Il Sole si sta separando da Mercurio, Mercurio sorge dopo il Sole in un tema notturno, è nella casa della sua gioia, la sua condizione è rafforzata dalla congiunzione al Nodo Nord, che aumenta e amplifica. Comunica con Giove per antiparallelo. Mercurio è sopra Alaraph, stella posta sulla testa della verginea fanciulla, stella che conferisce grandi doti dialettiche, come anche polemiche, combattività e intelligenza, oltre che logoramento delle cose. Sorge all’orizzonte una Luce della costellazione del Leone, è Theta Lenois, al-kharatan, le luci del Leone sono stelle di regalità e prestigio. Ma la stella più interessante è quella posta proprio sul mediocielo, è l’occhio del Toro, la gigante Ain, nome che in arabo significa proprio OCCHIO, un occhio onnivedente, onnicomprensivo, che tutto osserva e tutto conosce. Una stella da alcuni autori considerata molto potente in una natività, capace di conferire grandi doni di conoscenza ed elevazione spirituale, ma anche capace di annientare tutto ciò che è stato conquistato. Signore del Giorno è Mercurio nel decano di Mercurio; Signore dell’Ora è Saturno nel decano di Mercurio. La sizigia prenatale è un novilunio al grado 12° della Vergine, congiunto all’Ascendente della natività. L’eclissi precedente la nascita di Albiruni è il Novilunio precedente la nascita. Albiruni nasce con un fenomeno di eclissi precedente la nascita, un evento potente per una natività, che andava proprio a collocarsi sopra l’orizzonte ove si orienterà il grado del suo ascendente.

La forte dignità di Mercurio che governa l’ascendente e il mediocielo, nonché la stella Ain posta proprio sulla cuspide del mediocielo, orientano verso l’indiscutibile sapienza di Albiruni: a soli 17 anni calcolò la latitudine di Kath, e attraverso le sue conoscenze ha contributo alla teoria e alla pratica dell’aritmetica, alla valutazione delle somme di serie numeriche, all’analisi combinatoria, alla regole del tre semplice e del tre composto, ai numeri irrazionali, alla teoria delle frazioni, alle definizioni algebriche, al metodo per risolvere le equazioni algebriche, ha contributo agli studi di geometria, ai teoremi di Archimede alla trisezione dell’angolo. Le sue note doti matematiche rievocano molto Mercurio nel suo domicilio, nella sua esaltazione, in una casa ove gioisce. Tradusse dal sanscrito all’arabo lo Yatrasutra, libro dei simboli, è padre della geodesia, uno dei primi antropologi della storia dell’uomo, filsoofo, scienziato, storico, astrologo, padre dell’indologia, padre degli studi religiosi, noto anche come maestro Sufi. A lui è dedicato il cratere Al-Biruni sulla Luna, e gli è stato dedicato un asteroide il 9936 Al-Biruni.

Quando Mercurio predomina nella sua forza sulle qualità dell’anima, in una natività, Tolomeo indica queste qualità quando è posizionato in modo dignitoso (come in questo caso): dona ottime qualità, rende intelligenti, acuti, rivolte alle antichità, avveduti, curiosi, dialettici, investigatori delle scienze e della natura, benefici, riflessivi, stimati, dotti, dediti ai vari misteri e le cui imprese sempre conducono a maggior prosperità.

Albiruni muore il 13 dicembre 1048 nel suo 76esimo anno di vita. Riporta lo stesso Albiruni sulla propria natività una memoria riconducibile ad un sogno che fece in un momento della sua vita di affanno fisico. Descrive come alcuni astrologi abbiano indicato attraverso i loro calcoli quattro momenti diversi della sua morte, alcuni gli avevano pronosticato la morte a 16 anni, altri a 40, altri ancora a 50, altri a 60: Allora una notte al termine dei miei 61 anni di vita mi vedevo in sogno intento a cercare la Luna nuova. La cercavo nei punti stabiliti e scrutavo il luogo dove doveva tramontare, ma non riuscivo a coglierla con gli occhi. Sentii allora qualcuno dirmi “lasciala, che tu sei suo figlio ancora 170 volte”. Mi svegliai e calcolai 14 anni lunari più due mesi solari e di conseguenza sottrassi cinque mesi e mezzo. Il risultato era quasi uguale agli anni completi di Mercurio, che era signore della mia natività. E nondimeno non ero contento di ciò che nel sogno mi è stato detto, giacché sembra che la mia vita si sia già consumata e che di essa non siano rimasti che la ciotola, il piatto e per una cosa soltanto…. il riempire le più evidenti lacune e trascrivere le mie note dalla brutta copia alla bella… (Bir. Epitre 41-43).

Albiruni dopo quel sogno, e il calcolo che fece, si spense 15 anni più tardi.