Una risposta sulla questione Aquario e la polemica scaturita

Astrology

Recenti approfondimenti sulla natura dei segni, con particolare riferimento a quello dell’Aquario, hanno prodotto polemiche poco costruttive con un canale di astrologia. Premesso che non ho nulla contro questa persona ma nemmeno contro qualsiasi forma di astrologia, antica moderna postmoderna, la polemica sortisce nel momento in cui mi ritrovo citato in alcuni suoi video dove conferisce, con giudizi sommari, alle definizioni date al segno Aquario il pensiero di  “profondamente sbagliate”, criticando quindi l’opera divulgativa altrui, critica legittima come legittimo è – in questi casi – il contradditorio. Ovviamente ho in modo privato comunicato con questa persona che preferisce replicare nei suoi video piuttosto che in un contraddittorio diretto, e nonostante le spiegazioni tratte ha esordito dicendo che “l’astrologia tradizionale” è – in soldoni – fuffa ovvero inutile se i suoi ragionamenti sono “contrari” alla logica. A quale logica? Alla logica di questa persona ovviamente!

È assodato che se una cosa non mi convince io la contravvengo… è normale ed estremamente umano. Dopotutto anche il rinascimentale Marsilio Ficino ebbe da ridere – e non poco – su certe regole della tradizione astrologica. Quindi non c’è nulla di sbagliato nel contravvenire a dei concetti considerati fondanti, ma il problema sussiste nel momento in cui si tenta di delegittimare gli altri, farneticando concetti come “profondamente illogico” “incapace di pensare”, millantando poi l’idea che il 95% degli Astrologi di oggi dovrebbero fare altro e non astrologia, opinione che rimando al mittente e aggiungo che è in realtà il 97% degli Astrologi che si dichiarano tali dopo aver letto due testi di astrologi e credono di sapere tutto dell’astrologia che dovrebbero dedicarsi ad altro. Pensate che scemi che siamo noi… io dopo venti anni ancora constato enormi lacune conoscitive e ancora mi definisco studente di astrologia, visto che il materiale da conoscere e studiare è così tanto che mi rendo conto non basterà una vita sola per apprenderlo e metabolizzarlo. Ma c’è chi con due libricini crede di aver raggiunto la supremazia conoscitiva, con tanti saluti al dubbio socratico.

Ma da dove nasce la disputatio?
Da un diverso approccio nei confronti dell’astrologia. L’Astrologia è un metodo, fatto di regole, è una sorta di grande calcolatore che attraverso una serie di regole decreta e stabilisce la natura delle cose. Mentre per altri l’Astrologia è un’opinione, ovvero in base a come penso la sistemo e la adatto al mio pensiero. Quello che Lisa Morpurgo denunciava frequentemente nelle sue conferenze dicendo che spesso gli astrologi del mondo moderno non vogliono vedere nell’astrologia quello che è e quello che c’è (di fronte a certi aspetti), ma preferiscono vederci quello che vorrebbero che fosse, e questo depone a sfavore di una visione oggettiva delle cose. Ma può esistere una visione oggettiva delle cose? In assoluto no… perché qualsiasi cosa che osserveremo sarà sempre soggetta alla nostra natura, ovvero al nostro modo di elaborare le informazioni e di esprimerle, alla nostra cultura, insomma ad una serie di variabili intrinseche ed estrinseche.

Tuttavia esiste un metodo e una serie di regole che possono quanto meno indirizzare la visione astrologica verso comuni denominatori imprescindibili. Essendo l’astrologia un metodo, il suo scibile non cambia nel tempo casomai cambia la nostra disponibilità ad apprenderlo o meno. Per esempio, non possiamo per opinione personale cambiare l’algoritmo e il calcolo di una calcolatrice perché la somma di 1 +1 deve avvenire con certe regole e con certi algoritmi, se modifico questo algoritmo il risultato potrebbe darmi 25, 90, oppure 4321! 1 +1 fa 2. Diversa la questione di che interpretazione vogliamo dare al 2, qui possiamo veramente spaziare in tante possibilità e approcci, ma sicuramente il 2 ci dà un senso di “unione” di due cose che si uniscono e si fondono, di due unità congiunte, questa è la traccia univoca che lascia poi spazio all’osservatore di interpretare ed elaborare con autonomia.

Stessa cosa avviene per l’Astrologia. Ci sono certe condizioni e qualità che non sono opinabili. Sono così e basta. Poi se da queste condizioni inopinabili vogliamo costruirci sopra strutture di pensiero, elaborazioni, favole, elucubrazioni, è lecito farlo ma rimarrà sempre e comunque un fondamento da cui partire, che non può essere contravvenuto per una questione di logica. Quindi più che dire al sottoscritto “sei illogico” direi che l’illogicità è presente negli altri. Mi fu contestato che certe regole astrologiche “mica significano che siccome lo ha detto il Papa è legge”. Di solito si usa sempre la metafora del Pontefice e della sua Pontificazione quando siamo difronte a cose che non conosciamo: e mica è legge, e mica è così, e mica l’ha detto il Papa… già questa modalità mi fa capire che l’interlocutore non è disponibile ad un simposio o meglio ad un confronto, perché è egli stesso pontificato nei suoi costrutti mentali che non sono idee libere ed elastiche, ma veri dogmi, fede allo stato puro.

Non sono io ad avere una fede incorruttibile sono gli altri a ritenere le loro idee non discutibili. Io parto dal presupposto che una data cosa è così, non perché lo stabilisco io ma per una questione di evidenza naturale. La così detta de rerum naturae: ogni cosa è retta da una norma naturale incorruttibile. Per intenderci, una cosa calda è calda non possiamo con costrutti e finzioni mentali dire “si è calda… ma può essere anche fredda”. No! È calda e basta! Possiamo semmai discutere rispetto ad una cosa calda sul perché il freddo in essa è assente e l’assenza di freddo cosa può determinare. Queste non sono regole dell’Astrologia, ma sono regole della natura temperamentale che non è materia dell’astrologia, ma è materia di ogni cosa, è il fondamento della natura stessa.

Esiste pensate anche un teorema della fisica che stabilisce l’ipotetica inesistenza di un Libero arbitrio giacché ogni cosa è governata dalla natura e la natura avendo una sua legge e un suo ritmo non è una legge contravvenibile, da non confondere con le leggi delle società che sono altra cosa. Per esempio, la natura ci dice che esiste la vita e la morte, coesistendo. Esistono cose calde fredde, umide secche, esiste il giorno e la notte, e via dicendo, tutti eventi oggettivi ed evidenti, assoluti. All’interno di questa realtà evidente, possiamo poi giocare attraverso le interpretazioni e le deduzioni personali.

Sul segno dell’Aquario c’è veramente tanta leggenda metropolitana: è visto come segno della tecnologia e del progresso sociale e mondiale, nonché segno della “collettività”. Ma come fa un segno tale essere “analogia delle società e delle collettività” se è un segno freddo e secco, domicilio di Saturno, esilio del Sole, segno fisso e quindi solido e incorruttibile? La spiegazione che viene data è legata ad Urano… l’introduzione dei pianeti generazionali ha creato veramente tanta approssimazione. Oggi si dice che Urano ha domicilio in Aquario e difronte a Saturno in pochi ricordano che Saturno ha un domicilio in Aquario, lo abbiamo confinato solo ad Urano. Abbiamo dimenticato i domicili diurni e notturni, e abbiamo reso le dignità planetarie approssimative e inutili quando sono invece il fondamento essenziale per non perdere la bussola e l’orientamento.

Le descrizioni dell’Aquario non descrivono la persona nata nel segno o nell’ascendente aquario, ma descrive un certo tipo di energia. Dire per esempio che l’Aquario è segno mortifero non significa dire che le persone nate con un ascendente o un sole in Aquario sono “mortifere” e “morte”. L’associazione dei segni all’uomo e alla sua individualità è un approccio dell’astrologia psicologica su cui almeno io vado molto cauto e ho molte riserve (la considero una branca astrologica diversa dall’astrologia “normale” e che riserverei esclusivamente a coloro che hanno una formazione psicologica certificata perché non si può giocare con la psiche altrui… attraverso rischiose approssimazioni), è poi il frutto di una astrologia segno-solare, quella per intenderci di astrologi che fanno oroscopi e basta, cosa che faccio anche io ma come intrattenimento, perché i segni zodiacali descrivono esclusivamente la qualità di certe energie celesti connesse tra l’altro alle stelle fisse.

L’aquario è un segno invernale e poiché è segno fisso presiede il cuore dell’inverno ovvero il momento della stagione invernale più acuto e più stabile, dove sono evidenti in modo netto i caratteri della stagione. È fisso quindi è considerato incorruttibile nel senso che poiché è un segno che presiede la stagione invernale nel suo momento centrale, è irrigidito nelle sue istanze, e non accetta l’idea di cambiamento e se dovesse cedere a qualche istanza di cambiamento, lo farebbe con estrema fatica e difficoltà. È segno del domicilio di Saturno che nessun testo, antico o moderno, ha mai messo in correlazione al concetto di tecnologia: Saturno è una divinità agreste, è molto buono per esempio per la semina, la coltivazione, l’aratura, per sistemare o preparare il terreno, per tagliare gli alberi e preparare il terreno all’edificazione di costruzioni, è adatto per lavori di geometria, per costruire cose materiali e solide, regolate dall’autorità della conoscenza. Saturno associato all’informatica, alle tecnologie moderne, stona parecchio. Inoltre l’Aquario è esilio del Sole: la società e la socialità possiamo paragonarle ad una grande vitalità, e il Sole è assolutamente simbolo delle attività dell’uomo, della prodigalità, del fare, del vivere. Ma come può l’Aquario simboleggiare società e socialità se è esilio del Sole? A me pare più illogica questa associazione che dire l’aquario è un segno mortifero.

L’aquario come segno mortifero intende rappresentare una censura, una sottomissione, ma anche un momento di duro lavoro o di fatica. A qualcuno da fastidio citare certi autori, ma è importante dare alcune fonti: Retorio lo chiama “somigliante a un morto”, Macrobio lo definisce “il cui temperamento è estremamente lontano dall’umano nonostante sia un segno umano”, Vettio Valente lo chiama “segno della fatica dell’uomo”. Osservano gli autori antichi che l’Aquario è nella disposizione del mondo posto nella Casa Otto, perché è la posizione più congeniale all’estremo freddo che intende rappresentare, all’oscurità e alla rigidità, l’Aquario è associato al concetto di rigor mortis fenomeno che avviene subito dopo la morte, e il corpo del defunto che diventa rigor mortis esprime in quella condizione una natura aquariana. Nelle esegesi esoteriche l’Aquario è visto come separazione tra anima e corpo, sollevamento dell’anima, dal corpo vivente, ma anche come separazione degli umori, scissione tra organico e spirituale, il rigor mortis è un irrigidimento di un corpo privo del soffio vitale (aria-aquario) che si distacca dal corpo e va verso il suo misterioso divenire successivo, lasciando il corpo senza anima senza fiato.

Tutto questo descrive la persona Aquario? Ma assolutamente no! Descrive la qualità di una energia. Ma ritornando al concetto di tecnologia, qualcuno potrebbe chiedersi: e allora se l’Aquario non è tecnologia e progresso, quale è il segno che li identifica? È evidente che è la Vergine segno che appartiene alla triplicità terrestre: segno prima di tutto mobile che in quanto tale è in analogia alla trasmigrazione da una stagione all’altra infatti tutti i segni mobili presiedono al passaggio di stato tra due stagioni. Nel caso della Vergine, il segno ci accompagna nell’ultima parte dell’estate ma in esso si infiltrano le prime istanze di autunno, cosicché nella Vergine cominciamo a vedere l’estate che perde forza e una nuova stagione che si infiltra e si insinua, nonostante siamo in un segno estivo. Ecco perché si chiama segno mobile perché è disponibile, elastico e aperto a ingerenze e ad accettare cose diverse dalla sua natura prima. Inoltre è nella tradizione segno del domicilio e dell’esaltazione di Mercurio, ovvero Mercurio pianeta dell’intelletto veloce e dinamico, della genialità, della tecnica e della strategia, della capacità di commerciare sé stessi o un oggetto o una idea, pianeta dell’intelligenza, presenta nelle dignità classiche sia il domicilio sia l’esaltazione in uno stesso segno, come a dire che Mercurio in Vergine è di una GRANDE ANZI GRANDISSIMA potenza ed esprime le sue migliori virtù. La Vergine e Mercurio, se proprio vogliamo giocare al simbolo sono in assoluto significatori dell’ingegno, della conoscenza, della tecnologia, del progresso e della mutazione del Sapere che va verso nuove idee che spingono al progresso. Poi con il gioco delle opinioni o la libertà di opinione ragazzi è evidente che in tutti e 12 i segni possiamo trovarci tutto quello che ci pare!!! Ma così non stiamo facendo astrologia stiamo facendo un “tiro alla sorte” e uno sparare le cose secondo opinione, in un gioco tipo cruciverba della sera.

Ingiustamente la Vergine è posta nella cosignificanza della VI casa! Ma cosa ci fa la Vergine nella cosignificanza della VI? La casa sei è definita del misero declivio dove si compie una grande fatica nel lavorare la terra e per trarre da essa frutto, oltre ad essere luogo in cui ci sottoponiamo agli altri. Fortunatamente la tradizione ellenica ci tramanda il Thema Mundi e come giusto che sia nella Disposizione del Mondo la Vergine è posizionata nel luogo che si merita per LOGICA non per opinione: la casa Tre, la casa della Dea, la casa dell’ingegno proficuo e prolifero!

Questo per dire che il sottoscritto non vede l’Aquario come “segno della morte punto e basta”, ma indica esclusivamente l’osservazione delle energie per quello che sono e in base a questo propongo le mie riflessioni, partendo tuttavia da una base di logicità, la logica del metodo astrologico e non delle mie opinioni personali.

A questo punto possiamo anche alzarci domani e stabilire che il SOLE per opinione personale non è più luminare diurno ma decreterà le ore notturne! Possiamo farlo, è lecito, ma questo apparterrebbe a opinioni personali non ad approcci seri su cui poi, giustamente, ognuno potrà offrire le sue osservazioni interpretative.

Con questo concludo la mia riflessione dicendo che la polemica nasce non dal fatto che io non condivido la sua opinione astrologica ma nasce da alcune polemiche da egli stesso aperte e generate nei suoi video dove cita il sottoscritto definendo come “sbagliate” tutte le indicazioni sull’Aquario. Io non mi permetto di fare video in cui critico certe cose che ascolto sull’Astrologia che non hanno ne capo ne coda, perché alla fine ognuno è responsabile della sua conoscenza, e ha pieno diritto anche di divulgare cose basate su una fonte o su una propria opinione ma a differenza di certi… mai mi sono permesso di discutere i ragionamenti altrui, quando ho voglia ascolto e mi fermo li e se ascolto qualcosa di interessante approfondisco o colmo le mie lacune con ricerche bibliografiche e studio. Quindi la replica nasce per le sue polemiche e per le sue critiche, non per i contenuti che lui pronuncia e che per quanto mi riguarda può benissimo portare avanti, anzi per quanto mi interessa può aprire anche una Scuola di Pensiero e insegnare quello che vuole, non mi interessa io continuo il mio cammino, e continuo a indicare le cose in base al sapere che apprendo, se a qualcuno non piace e se a qualcuno causa una reazione interiore il problema non è mio ma con il vostro sé che probabilmente vi vuole più che spingere a criticare me, vorrebbe spingervi ad auto-critica sul sapere personale, che probabilmente è superficiale e da bignami.

Se io ascoltassi una cosa nuova che contravviene totalmente le mie convinzioni astrologiche, cosa che spesso mi è capitata, solitamente non faccio un video contro chi ha detto una certa cosa, al contrario me la annoto e faccio una bella ricerca nelle biblioteche: oggi abbiamo la possibilità di usare le biblioteche online, dove si trovano anche testi e manoscritti antichi digitalizzati, quindi se si ha voglia REALMENTE di conoscere le cose, ci si mette costruttivamente in discussione. Io non ho mai fatto sentenze, e quando dico che l’Aquario è segno che insegna sulla morte non intendo esprimere una sentenza ma un carattere temperamentale che è quello che è! Come dire che questo cubetto di ghiaccio non è un cubetto di ghiaccio ma un dado di plastica…. no è in assoluto un CUBETTO DI GHIACCIO, poi se vogliamo chiamarlo cubetto, cubettino, cubello, quadrato quadrimensionale, palla, rombo, cerchio, triangolo, liberi di farlo, ma non muterà il suo essere cubetto di ghiaccio nonostante il vostro impegno immaginale.

 

 

 

Francesco Faraoni

Studioso di astrologia, nella tradizione della filosofia naturale e degli approcci umanistici.

  1. Blog molto interessante ma hai scritto tu stesso, nella tua spiegazione dei segni d’aria, che l’Aquario è legato alla socialità. “La modalità Aquario è incline alla socialità e al desiderio di concretizzare relazioni sociali, durature e importanti”.
    Qui scrivi “Ma come può l’Aquario simboleggiare società e socialità se è esilio del Sole?”

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    1. Vero, ottima osservazione che ovviamente non mi è sfuggita. Proprio perché l’Aquario è esilio del Sole, il concetto di socialità è (almeno a livello simbolico e umorale) sottoposto a dissacrazione. L’Aquario vede nella società schemi e sistemi esiliati ovvero non più utili, non più conformi al mondo che è. Quindi quando dico che l’Aquario non rappresenta società e socialità intendo dire che non rappresenta la consuetudine del mondo e la società ordinaria, ma intende rappresentare l’intenzione di scardinare i sistemi consueti e “normali”, rompendo uno schema e riproducendone un altro inedito e che supera lo schema precedente. Almeno questo secondo il mio modo di interpretare queste simbologie ed energie. Un caro saluto.

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